My Favorite Things
Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

Elogio delle star di Hollywood

«Con le attrici la gamma delle fisionomie e dei caratteri era più ristretta: lw truccature, le pettinature, le espressioni tendevano a una stilizzazione unitaria divisa nelle due categorie fondamentali delle bionde e delle brune; e all'interno di ogni categoria si andava dall'estrosa Carole Lombard alla pratica Jean Arthur, dalla bocca ampia e languida di Joan Crawford a quella sottile e pensosa di Barbara Stanwyck, ma in mezzo c'era un ventaglio di figure sempre meno differenziate, con un certo margine di intercambiabilità.

«Tra il catalogo delle donne incontrate nei film americani e il catalogo delle donne che s'incontrano fuori dello schermo nella vita di tutti i giorni non si riusciva a stabilire un rapporto; direi che dove finiva l'uno cominciava l'altro. Dalla spregiudicatezza monellesca di Claudette Colbert all'energia puntuta di Katharine Hepburn, il modello più importante che i caratteri femminili del cinema americano proponevano era quello della donna rivale dell'uomo in risolutezza e ostinazione e spirito e ingegno; in questa lucida padronanza di sé di fronte all'uomo, Myrna Loy era quella che metteva più intelligenza e ironia. […]

«Tanto che m'ero fatto di Myrna Loy il prototipo di un femminino ideale forse uxorio forse sororale, comunque d'identificazione di gusto, di stile, che coesisteva accanto ai fantasmi dell'aggressività carnale (Jean Harlow, Viviane Romance) e della passione estenuante e languida (Greta Garbo, Michèle Morgan), verso i quali l'attrazione che provavo era venata da un senso di timore; o accanto a quell'immagine di felicità fisica e allegria vitale che era Ginger Rogers, per cui nutrivo un amore sfortunato in partenza anche nelle rêveries: perché non sapevo ballare.»

Forse non tutti hanno capito che l'autore di questo mozartiano catalogo amoroso è l'insospettabile Italo Calvino (Autobiografia di uno spettatore, in Federico Fellini, Quattro film, Einaudi, Torino 1974) e del catalogo si è cercato di dare controprova visiva attraverso foto d'epoca nell'illustrare un libro di cui oggi appare la nuova edizione ampliata: Avventura di uno spettatore. Italo Calvino e il cinema, Artdigiland, Dublino, 2015, disponibile su amazon.it). Lo cura Lorenzo Pellizzari e vi contribuiscono Goffredo Fofi, Tommaso Pomilio, Antonio Costa, Michele Canosa, Guido Fink, Giovanni Bogani, Luca Clerici, Roberto Silvestri.

Tanto per fare un po' di pubblicità...