My Favorite Things
Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

Gregory, il gentiluomo progressista

Negli anni '50 Gregory Peck, nato in questo giorno, era il favorito delle mamme, delle zie e non parliamo delle zitelle quali ancora ne esistevano. Bello, aitante (ben 1 metro e 90), muscoloso quanto basta e soprattutto affidabile.(due sole mogli e in compenso 5 figli).

Tamara figlia della steppa (1944, di Tourneur), Le chiavi del paradiso (1944, di Stahl) e La valle del destino (1945, di Garnett) ne avevano fatto subito un divo. Al resto avevano pensato Hitchcock (Io ti salverò, 1945, accanto a Ingrid Bergman, e Il caso Paradine, 1947, accanto ad Alida Valli), Clarence Brown (Il cucciolo, 1946, accanto a Jane Wyman), King Vidor (Duello al sole, 1947, accanto a Jennifer Jones) ed Elia Kazan (Barriera invisibile, 1947, accanto a Dorothy McGuire).

Gli avevano persino perdonato la perfidia a fine sopravvivenza mostrata nel Cucciolo, a spese del povero cerbiatto che faceva spremere lacrime a grandi e piccini (e le fa spremere ancora a quasi 70 anni di distanza). Ma forse non potevano cogliere il fatto che la sua vera natura si era espressa in Barriera invisibile, il bel film antirazzista ove delinea (in consonanza con la propria vita e le proprie idee) molti dei suoi personaggi: il borghese dalla parte della giustizia, l'eroe in grigio dell'America liberal, l'uomo comune fiducioso nei valori fondamentali.

Forse anche per questo non un grandissimo attore (pecca un po' di monotonia e di assenza di sfumature) ma qualcuno su cui riporre in parti uguali dubbi e certezze della democrazia. Lo si ricorda, svariando di genere in genere (western e bellici compresi), in Cielo giallo (1948, di Wellman), Cielo di fuoco (1949, di Henry King), Romantico avventuriero (1950, di King), Le avventure del capitano Hornblower (1951, di Walsh), Vacanze romane (1953, di Wyler), Le nevi del Chilimangiaro (1953, di King), Moby Dick, la balena bianca (1956, di Huston, dove è uno straordinario capitano Achab), L'uomo dal vestito grigio (1956, di Nunnally Johnson), La donna del destino (1957, di Vincente Minnelli), Il grande paese (1958, di Wyler), Bravados (1958, di King), Adorabile infedele (1959, di King), 38° parallelo: missione compiuta (1959, di Milestone), L'ultima spiaggia (1959, di Kramer), I cannoni di Navarone (1961, di Thompson), Il promontorio della paura (1962, di Thompson), Il buio oltre la siepe (1963, di Mulligan, unico suo premio Oscar), Arabesque (1966, di Donen), La notte dell'agguato (1969, di Mulligan).

Dopo la metà degli anni '60 – oh, ingrata Hollywood – inizia il tramonto artistico degli attori dela sua generazione, come Cary Grant (che si ritira dalle scene nel 1966) e James Stewart (destinato a ricoprire ruoli minori in film sempre più commerciali); e tale fenomeno non risparmia neppure lui. Tra le sue ultime prove I ragazzi venuti dal Brasile (1978, di Schaffner, ove è eccezionalmente un cattivo, ovvero un criminale nazista ispirato al dottor Mengele), Old Gringo (1989, di Penzo), I soldi degli altri (1991, di Jewison). E compare curiosamente in due remake dei suoi film: una piccola parte di perfido in Cape Fear - Il promontorio della paura (1991, di Scorsese) e il ruolo di Padre Mapple (che fu già di Orson Welles) nel televisivo Moby Dick (1998, di Roddam).