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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

Il baffuto Périer

Bastarono quattro film, tra il 1957 e il 1963, per rendere familiare al pubblico italiano il baffuto (sovente) François Périer, anche se le parti non erano del tutto commendevoli: il rispettabile ragioniere Oscar D'Onofrio che in Le notti di Cabiria tenta di assassinare Giulietta Masina (quante cose ci avrebbe risparmiato!), l'onesto impiegato Luigi Bonelli de Il magistrato (José Suárez) che conclude la sua grama esistenza con una strage familiare, il deamicisiano maestro Di Meo che affianca l'utopista professor Sinigaglia (Mastroianni) ne I compagni, il commesso librario Adolfo che inganna la povera Sandra Milo, la “culona”, ne La visita. La generazione successiva lo conoscerà invece come il bieco avvocato Terrasini, perfido avversario di Michele Placido, nelle tre prime miniserie di La Piovra (1984-1987).

Pochi anni ancora e il buio dell'Alzheimer scenderà su di lui, sino alla morte, un decennio dopo (29 giugno 2002). Ma il nostro pubblico nazionalista, e ben disposto alle adozioni, dimentica di aver visto – i più fortunati – il parigino Périer, nato nel lontano 1919 e mito della radiofonia, oltre che del teatro d'Oltralpe, in Albergo Nord (1938, di Carné), I prigionieri del sogno (1938, di Duvivier), Il silenzio è d'oro (1947, di Clair), Orfeo (1950, di Cocteau), Gervaise (1956, di Clément), Frank Costello faccia d'angelo (1967, di Melville), Z, l'orgia del potere (1968, di Costa-Gavras), Stavisky il grande truffatore (1974, di Resnais).

Un cinema da maestri, e lui in quel parterre de rois non sfigura certo.