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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

Il pacifista Ayres

Una vita singolare, quella di Lew Ayres, pseudonimo di Lewis Frederick Ayre III, nato in questo giorno.

Interprete dell'ultimo film muto della Garbo (Il bacio, 1929, di Feyder); protagonista di All'Ovest niente di nuovo (1930, di Lewis Milestone) nell'insolita parte di un soldato tedesco pacifista (la pellicola, per intuibili motivi, giunge sugli schermi italiani solo negli anni '50); dal 1934 al 1941 marito di Ginger Rogers; famoso per Il giovane dottor Kildare (1938), primo di una fortunatissima serie di otto pellicole girate in cinque anni. 

Tutto bene? No, perché il pacifista dello schermo e il giovane medico idealista dedito a salvare le vite altrui fanno precise scelte anche nella realtà. Allo scoppio della seconda guerra mondiale Ayres non intende vestire la divisa – a differenza di tante altre stelle di Hollywood che fanno a gara per mettersi in mostra – e cerca di arruolarsi nella Croce Rossa, ma le autorità militari gli rifiutano il permesso. Si dichiara allora obiettore di coscienza e viene assegnato al servizio civile. Poi le stesse autorità, preoccupate del discredito che il loro atteggiamento nei confronti di un attore così famoso possa intaccare l'immagine dell'esercito americano, corrono ai rimedi e gli permettono di servire come paramedico in Nuova Guinea e nel teatro del Pacifico. È a questo punto che il bellicoso Louis B. Mayer decide, per quanto riguarda la Mgm, che con il cinema Ayres ha finito.

Torna a lavorare solo nel 1948 per Johnny Belinda (di Negulesco) ed è un'altra bella storia: ottiene una nomination all'Oscar per il suo ruolo di giovane medico (ancora una volta) che insegna a una graziosa paziente sordomuta il linguaggio dei segni. Lei, Jane Wyman, l'Oscar lo vince davvero; non solo, si innamora del suo attore e per lui lascia il marito, tale Ronald Reagan! Tutto di nuovo bene? Macché, per non tanto imperscrutabili motivi, la carriera di entrambi imbocca la china discendente.

Ayres sarà ancora soltanto un ottimo caratterista, un fortunato interprete televisivo (per esempio – guarda caso – nel ruolo di un politico pacifista in Battlestar Galactica, 1978) e persino uno studioso di storia delle religioni, prima di morire, dimenticato dai più, l'1 gennaio 1997,