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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

L'America di Beppe Grillo

Sulla Rete 1 va in onda la prima puntata di Te la do io l’America, programma ideato e condotto da Beppe Grillo (regia di Enzo Trapani, tra gli autori Antonio Ricci): «Show meno convenzionale del solito, è come se il comico mostrasse al pubblico i filmini della sue vacanze» (Aldo Grasso).

Grillo non è del tutto ignoto al pubblico televisivo, almeno quello più avvertito e meno vacanziero. Il 23 agosto 1977 ha esordito sul piccolo schermo con Videobox, due sole puntate, un programma condotto con il coetaneo (entrambi sono del '48) Tullio Solenghi, noto come attore del Piccolo Teatro di Genova. E il 24 marzo 1979, nella prima puntata del varietà Luna Park, ha ricevuto la benedizione di Pippo Baudo, che vi presenta i comici della nuova generazione: Solenghi, Enrico Beruschi e appunto Grillo. (Ma nel 1978 ha già condotto il Festival di Sanremo in un improbabile mix con Stefania Casini, l'annunciatrice tv Maria Giovanna Elmi e l'inventore del Festivalbar Vittorio Salvetti, e nel 1979 Fantastico insieme a Loretta Goggi.)

Quale avvenire poteva prospettarsi per uno dei tanti che affollano le serate di svago degli italiani? Grillo tenta una duplice carta. Quella dell'attore cinematografico gli riserva belle soddisfazioni: Cercasi Gesù (1982, Comencini) con tanto di David e Nastro d'argento per il miglior esordiente; Scemo di guerra (1985, Risi) e Topo Galileo (1987, Laudadio), ma si ferma lì.

Quella dell'intrattenitore satirico-politico e messianico pare fermarsi il 15 novembre 1986 quando, durante una puntata di Fantastico 7, esce con una famosa battuta da barzellettiere («La cena in Cina... c'erano tutti i socialisti, con la delegazione, mangiavano... A un certo momento Martelli ha fatto una delle figure più terribili... Ha chiamato Craxi e ha detto: "Ma senti un po', qua ce n'è un miliardo e son tutti socialisti?". E Craxi ha detto: "Sì, perché?". "Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?"») che gli costa per qualche tempo l'allontanamento dalla televisione pubblica: invece comincia a farne di lui un martire. Altro che fermarsi!

Ancora pochi anni e il video esce (o viene fatto uscire) dalle sue forme comunicative (ultima apparizione sulle tv generaliste il 2 dicembre 1993 con la seconda puntata del Beppe Grillo Show). Il recital politico-ambientalista Buone notizie (testi con Michele Serra, regia di Giorgio Gaber) costituisce invece, nel 1990, il suo debutto teatrale ed è un preludio alla sua vera vocazione: la piazza. Di qui in mutarsi in leader “politico” di un italiano su quattro il passo è breve.

Forse, non ce l'ha data lui, l'America, ma sicuramente lui l'ha trovata, anche se in miniatura: 5 stelle, invece di 50.