My Favorite Things
Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





Iscriviti alla nostra newsletter

L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

Lardner padre e figlio

In un bel film di John Sayles, Otto uomini fuori (1988), che rievoca con piglio da giornalista investigativo “il più grande scandalo nella storia del gioco del baseball”, risalente al 1919, compare, interpretato dallo stesso regista, che gli assomiglia sorprendentemente, il cronista Ring Lardner, ed è un sussulto per chi ha amato questa straordinaria figura. In prima linea come commentatore sportivo, autore di racconti e di pungenti satire sul mondo dello sport, del teatro e anche del cinema (cfr. Il meglio di Ring Lardner, Longanesi, 1980, e Racconti di Hollywood, Sugar, 1963), pubblica il suo primo libro di successo nel 1916, You Know Me Al, definito uno dei cinque migliori esempi di umorismo americano, e diviene amico di Francis Scott Fitzgerald, tanto da fungere da modello del tragico personaggio di Abe North nell'ultimo romanzo completo di Fitzgerald, Tenera è la notte.

Ma ha, ai nostri occhi, un altro merito: quello di aver provocato la nascita, in questa data, di un figlio noto come Ring Lardner jr., a sua volta giornalista (fu reporter del New York Daily Mirror), ma soprattutto sceneggiatore: il più richiesto e pagato di Hollywood, al culmine della sua carriera.

Ma Junior ha anche un altro primato: sino al 31 ottobre 2000 è stato l'ultimo superstite dei “dieci di Hollywood”, il gruppo di sceneggiatori messo al bando dalla famigerata black list, uno di quelli che nel 1947 rifiuta di rispondere alle domande della Commissione inquirente della Camera per le attività antiamericane sulle proprie convinzioni politiche e, condannato, sconta in seguito 9 mesi di carcere. Ferme erano sempre state le sue opinioni di sinistra, sin dai tempi della guerra di Spagna quando aveva raccolto fondi per la causa repubblicana e nel corso della quale suo fratello James, membro della brigata Abraham Lincoln, era caduto in battaglia.

Dal 1947 sino agli anni '60 gli viene impedito di lavorare con il proprio nome, ma – non accreditato o sotto lo pseudonimo Philip Rush – collabora ugualmente a Sciacalli nell'ombra (1951, Losey), Olympia (1960, Curtiz), Il cardinale (1963, Otto Preminger), Cincinnati Kid (1965, Jewison). Premio Oscar per La donna del giorno (1942, Stevens), ne ottiene un secondo con M.A.S.H. (1970, Altman). Gli ultimi lavori riguardano Unico indizio: una sciarpa gialla (1971, Clément) e Io sono il più grande (1977, Gries e Hellman) sulla vita di Cassius Clay/Mohammed Ali. Bel finale di partita.