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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

Scrivere in due

La coppia di sceneggiatori più nota nel cinema italiano è forse quella costituita da Age e Scarpelli, due autentici intellettuali con doti di scrittura che vanno oltre il loro mestiere. Attualmente domina il campo quella formata da Rulli e Petraglia, veri e propri storici del costume e ricercatori nel passato come nel presente (anche se talora un po' corrivi e inseguitori dell'effetto). Ma la più popolare risulta ancora quella composta da Piero De Bernardi (nato a Prato in questa data e scomparso a Milano l'8 gennaio 2010) e da Leo Benvenuti (nato a Firenze l'8 ottobre 1923 e morto a Roma il 3 novembre 2000).

In “ditta”, affiatatissima – tanto che è difficile o impossibile distinguere i singoli contributi – dal 1951 (sono stati presentati da Tullio Pinelli), collaborano insieme a un centinaio di film, da Le ragazze di San Frediano (1954, di Zurlini) al televisivo Come quando fuori piove (2000, di Mario Monicelli).

Fra gli apporti dei due (spesso inseriti in un team di sceneggiatori e a lungo legati alle produzioni di Angelo Rizzoli sr) – l'uno aperto e cordiale, l'altro, De Bernardi, più brusco e taciturno – vanno almeno ricordati Guendalina (1957, di Lattuada), alcuni film di Germi (da L'uomo di paglia, 1958, ad Alfredo Alfredo, 1972), Lo chiameremo Andrea (1972, di De Sica), Il marchese del Grillo (1981, di Monicelli), Il petomane (1983, di Festa Campanile), C'era una volta in America (1984, di Leone), Speriamo che sia femmina (1986, di Monicelli).

Ma ciò che li rende veramente popolari (anche se il pubblico non sa che a loro si devono situazioni e battute diventate leggendarie, come ignora quanto debba Totò ad Age e Scarpelli) sono tre grandi occasioni, ove esercitano alla meglio il loro umorismo sarcastico, con punte di trivialità: la trilogia Amici miei (1975-1985, di Monicelli e Nanni Loy), le prime opere di Carlo Verdone (Un sacco bello, 1980, e Bianco, rosso e Verdone, 1981) e, al servizio di Paolo Villaggio, la serie Fantozzi (1975-1996, di Luciano Salce e Neri Parenti).

Forse non è soltanto un caso che in uno di questi film Benvenuti (che, come attore, appare anche ne La terrazza, 1980, di Ettore Scola, e in Ferdinando e Carolina, 1999, di Lina Wertmüller) interpreti il ruolo del ginecologo che fa nascere il piccolo Fantozzi.

Dicono che De Bernardi lo invidiasse.