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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

Un cinema davvero Centrale

Film di notte, film nella pausa pranzo, e ora anche film al mattino. A Milano, ci riprova (contemporaneamente al Gloria, che però si rivolge ufficialmente agli istituti scolastici) la bi-sala del cinema Centrale (via Torino), con proiezioni dalle ore 10, secondo una vecchia tradizione che qui si era spenta solo nel luglio 1976, ma che vantava vari concorrenti (per esempio, nella stessa via Torino, il cinema Rubino, anch'esso negli anni '50 rifugio di studenti che avevano bigiato o marinato o telato la scuola (fra cui alcuni futuri critici) e da tempo trasformato in jeanseria, o, sempre nella stessa zona, i cinema Cantù e Meravigli, pure scomparsi).

Il Centrale (questo il suo nome dal 1938), un tempo Mundial, è uno dei più antichi locali di Milano:(nasce addirittura in un giorno imprecisato del 1907) ed è, a suo modo, la prima multisala, vantando un altro curioso primato. Negli anni '30, infatti, proiettava nelle sue due salette (dislocate diversamente rispetto a oggi) lo stesso film con un'unica macchina, corredata di un artigianale sistema di prismi e specchi, grazie al quale nel primo locale la visione si svolgeva normalmente e nel secondo (dove il biglietto godeva di una riduzione) risultava speculare. Chissà che qualche antico reperto di storia della critica non abbia risentito della visione “mancina”.  

Dal 1962 il Centrale – altro primato di tenitura – è gestito dalla famiglia di Alberto Massirone (di professione... medico), il quale nel centenario gli dedica un prezioso libretto. Autentica istituzione milanese, a 300 metri dal Duomo, il Centrale impavidamente resiste ai tempi con la sua programmazione d’essai, nelle due slette da 120 e 90 posti), perdipiù allocate nel bramantesco palazzo de’ Grifi (1480) con soffitto a volte.

Scrive Massirone tra i suoi gustosi ricordi (che fanno comunque “storia”): «Un personaggio che aveva fatto del cinema la sua casa era il venditore di bibite e gelati... un omino senza età. Domenico si chiamava, era di Cerignola in provincia di Foggia, ed è stato con noi sino alla veneranda età di oltre 80 anni, gestiva direttamente la vendita di panini, gelati e bibite, era presente 365 giorni all'anno, mai un giorno di malattia, mai un giorno di ferie, e non c'era verso di smuoverlo».

Proprio come il cinema Centrale.