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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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L'altra faccia delle lune

L'altra faccia delle lune

Un circa cinema

Da due settimane è stata inaugurata a Torino, prima capitale del Regno, nel centenario dell'Unità (ancora parziale: manca nientemeno che Roma) d'Italia la grande esposizione che prenderà il nome di “Italia '61” e finalmente i quotidiani danno conto della maggiore attrazione per gli appassionati di cinema: il Circarama. Fino ad allora, forse come inconscio omaggio alla prima pellicola dei fratelli Lumière, aveva monopolizzato l'attenzione l'avveniristica monorotaia.Alweg, della lunghezza di ben 1800 metri, che cinque anni dopo François Truffaut avrebbe celebrato nel suo Fahrenheit 451.

Nel corso degli anni '50 gli italiani si sono già abituati al CinemaScope, anche se provoca qualche torcicollo, e hanno sperimentato il Cinerama, anche se causa qualche distorsione visiva, ma il Circarama è una vera e propria mutazione genetica. Non sei più tu a osservare: è lui che osserva te. Non hai più imprigionato delle immagini sulla pellicola, ma sono le immagini che imprigionano te, posto (scomodamente, in piedi) al centro di una sorta di arena, in preda a ogni sorta di capogiro vertiginoso. Ė il panorama, cinematografico, a fagocitarti.

Diffidate se nella traduzione di un romanzo settecentesco trovate l'espressione “panorama”, termine coniato in Inghilterra solo nel 1824 (dal greco pan, tutto, e horama, vista). Prima ci si doveva accontentare del “paesaggio” (con o senza figure) o meglio della “veduta” (ah, il Canaletto!), anche se lo “spettacolo” che sarebbe stato così denominato risaliva al 1792, con la costruzione da parte di Robert Barker di una particolareggiatissima veduta panoramica della città di Londra. Qualcuno vi ha voluto leggere una forma di precinema, e tale era quando, per esempio, si metteva in scena una battaglia (in Crimea esiste tuttora un “assedio di Sebastopoli”, impressionante per realismo). 

Ma tutto ciò era ignoto al visitatore di “Italia '61”, pago di un fenomeno cui facevano avallo il nome dell'inventore-costruttore (Disney) e quello dello sponsor (Fiat). Spiega un dépliant dell'epoca, riportato anche da Wikipedia:
«Il Circarama è il cinematografo su schermo circolare di 360°, procedimento inventato e brevettato da Walt Disney con originalissimo sistema di ripresa e di proiezione. Nel Circarama gli spettatori, completamente circondati dalle riprese in movimento, hanno la sensazione di partecipare all'azione.
Il primo Circarama fu presentato da Walt Disney nel 1955 a Disneyland; quindi all'Esposizione Internazionale di Bruxelles nel 1958 ed all'Esposizione Americana di Mosca nel 1959. Da allora il sistema è stato perfezionato (film a 35 mm anziché' a 16 e 9 proiettori simultanei anziché' 11): e così come la Fiat lo ha presentato a Torino è stato una novità assoluta. Per esso la Fiat ha costruito un apposito padiglione smontabile e trasportabile, in acciaio, alluminio e plastica. Nel suo insieme il padiglione si sviluppa su un area di 1500 mq. Il cilindro circarama (sala di proiezione) ha un diametro di 32 metri, e' alto 12 m. Lo schermo circolare ha uno sviluppo di 90 m. per un'altezza di 7. Nella struttura del cilindro sono collocati i 9 proiettori da cui si dipartono i fasci delle immagini.
Capienza della sala di proiezione: circa 1000 persone, in piedi.
«Nel sistema Circarama Walt Disney il film è montato ad anello e le immagini si svolgono in modo continuo. Il sonoro (impianto stereofonico a 6 piste) è indipendente dal film, ma è sincronizzato elettronicamente con esso, secondo lo svolgimento delle immagini. Il suono, sincronizzato con i movimenti dell'immagine, diventa elemento dell'azione stessa e dà allo spettatore la sensazione di essere protagonista della scena. Tutti gli impianti per la proiezione e il sonoro sono della Soc. Microtecnica (Torino).
«Il film in programma, a colori (circa 1000 metri), intitolato Italia 1961, era stato realizzato – per conto della Fiat – dalla "Walt Disney Production" (Burbank, California), a cura della "Royfilm" di Roma (produttore Roberto De Leonardis, regista Elio Piccon). Il commento del film è di Indro Montanelli. La musica del Maestro Lavagnino. Colori della Techicolor. Le copie a colori del film, sull'originale Walt Disney, sono state stampate dalla Techicolor di Roma. Il lavoro di ripresa si è svolto per 22.000 km. attraverso l'Italia, anche dall'aereo cortesemente messo a disposizione dal Ministero della Difesa Italiano (Aeronautica): un "C119" (vagone-volante). Il vagone-volante è andato fino in Rhodesia per filmare la colossale Diga di Kariba, opera del lavoro italiano.
La cinepresa Disney ha spaziato dalle Alpi alla Sicilia e alla Sardegna cogliendo aspetti significativi del Paese; ma la necessità di contenere la lunghezza del film ha imposto di sacrificare stupende riprese di tante grandi belle città. Per la parte industriale le succinte inquadrature inserite nel film sono volutamente senza intestazione di Aziende perché esulava da esso ogni fine pubblicitario».

Quanta retorica, che bella compagnia! Quell'anno siamo pronti a festeggiare il “miracolo economico”. Saremo pronti anche oggi dopo l'Expo di Rho-Pero, o dal pero definitivamente cascheremo?