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Lavori in corso, a Cineforum carta e web: l'ha certamente capito chi ha letto l'editoriale del direttore Adriano Piccardi sul nuovo numero di Cineforum. E, nel cambiamento della rivista nel suo insieme, vorremmo tener conto anche dei vostri desideri e gusti. Ecco perciò un questionario (anonimo) attraverso il quale noi possiamo conoscere meglio le vostre aspettative e le vostre opinioni, per noi preziose. Grazie.





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Linea cinetica

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Le storie, innanzitutto

Dopo l'intervista con Panini Comics legata al progetto Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores, prosegue su Linea cinetica l'esplorazione del rapporto fra editori italiani di fumetti e potenzialità transmediali.

Ne abbiamo parlato con Massimiliano Clemente, direttore editoriale Tunué.

Tunué è un editore ormai storico in Italia nell'ambito del graphic novel: in questi anni, che hanno visto la definitiva consacrazione di proposte fumettistiche “mature” anche nel mercato editoriale italiano, avete saputo conquistarvi uno spazio importante grazie al lavoro su autori come Paco Roca, Alfred, Tony Sandoval e tanti altri, dedicando inoltre una attenzione particolare al fumetto per ragazzi di qualità con la collana Tipitondi. Lo scorso anno avete anche inaugurato una nuova avventura nell'ambito della narrativa. Ci volete raccontare innanzitutto le novità che nel 2014 hanno aperto le porte di Tunué a nuove opportunità transmediali?

«In questo caso devo parlare di Viola Vermeer, della grande famiglia del Cirque de la Lune, protagonista del nostro successo Viola Giramondo, inserito nella collana "Tipitondi". Un libro di una bellezza straordinaria e unica, capace di emozionare i lettori di tutte le età. Una storia scritta da Teresa Radice e disegnata da Stefano Turconi, celebre coppia di autori Disney, qui alle prese con il loro primo graphic novel fuori dai canoni di paperi e topi. Il successo di questo libro ha valicato le Alpi, con una edizione in francese del fumetto per la Dargaud, e si appresta anche a essere trasposto in forma romanzata con una serie di novelization a cura di Atlantyca Dreamfarm, che ha ottenuto l’esclusiva mondiale per la realizzazione di opere di narrativa illustrata basate sul nostro personaggio. Non vi nascondo che stiamo lavorando anche in altre direzioni, nella speranza di far diventare Viola un vero e proprio transmedia character.

L’altra grande sorpresa è stata la vendita dei diritti cinematografici del romanzo Stalin + Bianca, di Iacopo Barison, caso editoriale del 2014 uscito nella nuova collana di narrativa letteraria "Romanzi", diretta dallo scrittore Vanni Santoni. La RedIbis di Daniele Segre ha creduto fortemente nelle potenzialità visionarie di questo libro, che ha conquistato un posto di rilievo nel panorama editoriale italiano grazie anche alla selezione per il Premio Strega.

Questi due eventi che hanno contraddistinto la passata stagione testimoniano quanto il lavoro portato avanti da un decennio inizi a dare i suoi frutti anche in ambito trasmediale. Fin dall’inizio della nostra attività editoriale abbiamo puntato alla ricerca di storie in grado di affascinare e interessare i lettori, andando oltre le mode e le tendenze del momento, convinti che solo la qualità artistica e il solido impianto narrativo possano essere la chiave di volta per generare più opportunità intorno a un libro».

Il legame fra letteratura e fumetto è in realtà un elemento che contraddistingue da tempo il vostro catalogo: a Tunué si deve infatti l'adattamento a fumetti di molti romanzi contemporanei italiani, fra i quali possiamo citare Canale Mussolini di Antonio Pennacchi e Il tempo materiale di Giorgio Vasta. Quanto questa esperienza ha pesato sulla capacità di apertura del vostro progetto editoriale verso contesti non strettamente fumettistici?

«A quelli che hai citato aggiungerei Sostiene Pereira, oltre ai racconti di Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni. È vero, ci siamo sempre caratterizzati per una marcata attenzione all’aspetto "narrativo e letterario" delle storie a fumetti, sia perché è indelebilmente legato, in varie forme, al vissuto di ognuno di noi, sia perché lo ritengo la base di quella magica miscela che giustappone testo e disegno. Proprio questa tendenza connaturata alla visione editoriale della Tunué ci ha permesso di cogliere ogni opportunità extra-fumettistica. I piani di sviluppo legati alla narrativa e alla ricerca di forme transmediali di narrazione sono sempre stati parte della nostra missione».

La cessione di diritti di libri o fumetti per il cinema è da sempre un meccanismo classico nell'ambito della produzione. Oggi però lo scenario in cui operazioni come queste si inscrivono è profondamente cambiato. Tutto è concepito in modo più sistematico e organico, al fine di ottimizzare nel modo più efficace (e potenzialmente redditizio) la medesima narrazione, o una sua evoluzione e variazione, su un vasto spettro di media. Queste recenti esperienze vi hanno fatto riflettere su possibilità future di evoluzione del vostro modo di concepire libri e affrontare le storie?

«Questa è la vera sfida che una piccola casa editrice come la nostra deve cercare di vincere. È necessario avere il personaggio giusto o la storia adatta, ma nella maggior parte dei casi non si producono a tavolino (almeno non possiamo ancora farlo noi), ovvero si possono gestire e direzionare solo se si è in grado di coglierle. I grandi successi si generano soprattutto con un lavoro di team pianificato scientificamente, con professionalità che coprono ogni aspetto dello sviluppo di un’opera e della sua declinazione nei vari media oltre che della promozione e comunicazione: emblematici sono i case study riportati da Frank Rose nel suo Immersi nelle storie».

Ritenete il mercato editoriale italiano un terreno fertile per operazioni più ambiziose, che facciano convergere editori, produttori cinematografici e videoludici non a posteriori ma già nella fase di sviluppo di una storia? 

«Sinceramente ho qualche dubbio. Le grandi realtà, che avrebbero tutte le risorse per mettere in atto convergenze di questo genere, non hanno brillato per visione e progettualità. Si interviene quando già un personaggio o una narrazione dimostrano di avere le carte in regola per attraversare le varie dimensioni mediali. E forse è anche giusto così: per fortuna non esiste un logaritmo in grado di produrre il racconto perfetto; si riuniscono le competenze quando la creatività e la visionarietà degli autori produce quelle che da millenni sono il vero motore delle nostre vite: le storie».

http://www.tunue.com/it/