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Linea cinetica

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Racconto di sabbia

Per chi scrive il nome di Jim Henson ha assunto nel tempo una statura quasi leggendaria.

Prima venne il Muppets Show (i Muppets,  per essere più precisi), caso più unico che raro di intrattenimento di qualità per bambini amato smisuratamente dagli adulti. Poi arrivò un passaggio televisivo, o forse una vhs, di Labyrinth, fiaba per il cinema intrisa di una visionarietà ancora analogica, fatta di trucchi, gommapiuma e magie puramente ottiche, che plasmò l'immaginario di intere generazioni, compresa ovviamente la mia. Un'epoca ancora priva della simultaneità digitale mi risparmiò nel 1990 la notizia della tragica fine del mio eroe, morto ancora giovane a 53 anni, e solo svariati anni dopo, tramite youtube, avrei avuto modo di autoinfliggermi il Memorial Service forse più intenso che sia possibile trovare sul web (qui).

Ma questo è solo il triste epilogo di una storia iniziata in realtà già a metà degli anni '50, quando Henson ad appena diciott’anni realizzava le sue prime creazioni per The Junior Morning Show, palestra per sperimentazioni che avrebbero forgiato il linguaggio televisivo degli spettacoli con pupazzi. In seguito fu la comparsa di Kermit the Frog nello show Sam and Friends (tra la fine dei '50 e l'inizio dei '60) a dar vita all'universo dei Muppets, insieme all’inizio della collaborazione con i compagni di strada di una vita, Frank Oz, il puppeteer, e Jerry Juhl, autore dei testi.

Parallelamente al lavoro per la TV, e rimanendo in un ambito commerciale tipico degli anni '60, Henson cominciò a sperimentare il linguaggio cinematografico, realizzando nel '66 il cortometraggio Time Piece (qui), che venne candidato all'Oscar, e lo speciale televisivo per la NBC del 1969 The Cube (qui), ancora oggi un oggetto unico nel suo genere all'interno del panorama televisivo mondiale.

In quegli anni, tra il 1967 al 1974, Henson insieme a Juhl si mise al lavoro su una sceneggiatura per quello che sarebbe dovuto essere il suo primo lungometraggio e in cui avrebbe convogliato idee e soluzioni sperimentate nei precedenti lavori per il cinema. Titolo previsto: Tale of Sand. Ma dopo ben tre stesure e diversi apprezzamenti da parte degli Studios, il film è rimasto incompiuto. Solo grazie al certosino lavoro della Jim Henson Foundation, dopo quarant'anni di oblio è stato possibile conoscerne le diverse versioni della sceneggiatura, affidate nel 2011, in occasione del settantacinquesimo anniversario della nascita di Henson, e grazie alla collaborazione della Archaia Entertainment, all'illustratore e fumettista Ramón K. Peréz.

Ne è nato uno splendido libro a fumetti, Jim Henson’s Tale of Sand, insignito di tre premi Eisner e due Harvey, che sul finire del 2013 Panini Comics ha editato per il mercato italiano in un volume della nuova e interessantissima divisione 9L, dedicata a graphic novel e proposte di qualità. Si tratta di un adattamento, o meglio una messa in scena in forma di graphic novel, realizzata a partire da uno script assai meticoloso, script che Henson immaginava realizzato per il grande schermo con una fotografia «a tratti spaventosamente realistica».



Come in The Cube, anche qui un uomo, Mac, si trova di colpo immerso in un universo che gli è completamente estraneo, un piccolo villaggio del west durante una grande festa. Prima sbalordito, poi sballottato, Mac capisce presto di essere l'oggetto di quegli stessi festeggiamenti e di essere proprio lui il protagonista dell'avventura appena cominciata. Tutti gli abitanti del villaggio, sceriffo in testa, vogliono dargli il migliore degli addii, prima che Mac possa lanciarsi in una fantasmagoria caccia al tesoro, una gara che lo vedrà contendersi un misterioso obiettivo finale con un altrettanto misterioso avversario.

Il libro è una grande corsa che attraversa mondi, spettacoli, generi e citazioni, una cavalcata a rotta di collo in cui le doti grafiche di Peréz – attualmente al lavoro sulle pagine di Wolverine and the X-Men e protagonista di un altro bell'adattamento in John Carter: The Gods of Mars – danno vita a un continuo movimento progressivo, una rincorsa costante dell’agognato finale, motore primario di ogni storia. Peréz trova nelle parole di Hanson e Juhl linfa per dar sfogo a un tratto talvolta bislacco e ironico, talvolta lirico e pittorico, con un uso del colore che crea molteplici livelli di realtà anche nella medesima tavola.

Chi sarà mai l'eroe di questa storia? Chi il suo nemico? Forse i veri protagonisti siamo proprio noi, lettori immersi nel racconto e animati da un rapace desiderio di colpi di scena e nuovi mondi sfavillanti al di là di una porta o dietro l'angolo. Quel desiderio Jim Henson lo conosceva bene, lo aveva coltivato innanzitutto dentro di sé e saputo far crescere in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di imbattersi nelle sue creazioni.

Titolo: Jim Henson’s Tale of Sand, Editore Panini Comics
Formato: cartonato con elastico di chiusura, 21x29,5, 152 pp., col.
Prezzo: 24,90€
Autori: testi e disegni Ramón K. Pérez, basato su una sceneggiatura originale di Jim Henson e Jerry Juhl