(dis)Sequenze

Tutti abbiamo visto una marea di duelli nel cinema western.   Se uno poi ha più di quarant'anni e ha avuto un'infanzia di quelle che si avevano più di quarant'anni fa, di duelli ne ha visti ancora di più. Su questa stessa rivista, un paio di anni fa, abbiamo fatto anche uno special...

Avvertenza: il pezzo è tutto uno spoiler che parte dal 1932 e arriva a oggi. Se non sospettate minimamente come possa finire una storia in cui un uomo devastato e senza speranza decide di non ostacolare l'incipiente successo della donna di cui è innamorato e se siete riusciti miracolosamente a n...

La terra dell’abbastanza è la dimostrazione che si può realizzare un film sul disagio della periferia pur limitando drasticamente l’utilizzo del contesto suburbano come ambiente riconoscibile. Se Garrone in Dogman, film che i due fratelli D’Innocenzo, Damiano e Fabio, hanno contribuito a sceneggiare...

Tutto il peso della colpa in un'attesa. Snervante e insoddisfatta. In un film in cui le azioni sono volutamente cancellate (tranne una, l'azione che tutte condiziona: l'incidente), perché tutto ruota sulle conseguenze di un vuoto che è, insieme, espressivo e morale, un'attesa è più l...

Uno sguardo cieco, orbato. Un'osservazione priva di sbocco, uno spazio che è proposto come meta, ma che non si vede, né si vedrà. Negato, in un impegno di rimozione. E non è una questione di inquadrature che dovrebbero essere logicamente giustapposte e invece non lo sono e neanche un problema di...

Un film, cinque sensi. Nell'elegante tessitura ordita da Paul Thomas Anderson in Il filo nascosto, la percezione, benché catturata dall'eleganza dello sguardo proposto e dalla disposizione dei panneggi tagliati su misura, si dipana lungo una molteplicità di assi differenti con un unico scopo...

C'è un sottile, sottilissimo filo rosso che si aggancia a The Post e origina un pensiero. Senza nessuna pretesa filologica, solo una suggestione. Piccola, che tuttavia si espande. Come un fiume carsico che arriva dal basso, ed emerge, piano, inducendo all'attesa. Una scatola. Una delle ta...

Il cinema di Martin McDonagh si nutre di ossessioni. Che tornano ciclicamente e attorno alle quali si condensa una sceneggiatura perennemente in bilico tra l'iperbole della black comedy e la crudeltà non riconciliata del mélo. Che si tratti di una Bruges dagli sfumati contorni onirici, di una...

Kogonada (regista e videoartista coreano celebre per i suoi videosaggi e i suoi supercut, ndr) è probabilmente il maggior responsabile di un'impasse che negli ultimi due anni mi ha costretto più volte a riflettere, e che lentamente mi ha condotto verso una progressiva sfiducia nella possibilità...

Metz, che era uno che la sapeva lunga, l'avrebbe chiamato "sintagma a graffa". A noi, che la sappiamo sicuramente meno lunga, sovviene l'impressione che davvero si tratti di una parentesi, che poi sia a graffa, quadra o tonda, poco importa. In una serie televisiva come Mindhunter, in cui il...

Era già successo, ma non in questi termini e per gli stessi motivi. Pensate a Quel pomeriggio di un giorno da cani o a Inside Man. Tutto parte da una rapina, anzi, tutto è nella rapina, ma immaginate che la macchina da presa decida di rimanere fuori dalla banca. Soluzione senza senso: non ci sarebbe...

Nella ricchezza prospettica di Personal Shopper probabilmente c'è posto anche per questo. Come un capiente shopper, accanto alla necessità di proiettarsi nell'altro-da-sé, all'elaborazione di un dolore che è sradicamento dell'anima e alla volontà di ricercare il proprio completamento...

Sembra un hápax legómenon, all'interno di un film dalle cadenze lineari, dai volti dolenti e dai limiti invalicabili. E forse lo stesso Loving può rappresentare un'eccezione nella seppur ancora esigua filmografia di Jeff Nichols. Ma, all'improvviso, quelle stesse cadenze meste e lineari,...

Sono diversi i motivi che possono irritare in Hacksaw Ridge. Partendo dall'impianto fideistico incurante dell'organicità del racconto, per cui la cruenta battaglia del venerdì dura circa un'intensa mezz'ora, mentre la riscossa dell'esercito americano, grazie alla preghiera preven...

Come Welles. E probabilmente più di Welles. Se Welles, in Quarto potere, con un movimento selettivo della macchina da presa, rivelava la vera essenza di Charles Foster Kane, sfuggita ai cinque flashback sulla sua vita pubblica e privata, all’attenta indagine di Thompson e alla considerazione fina...