Concorso

Competencia oficial di Gastón Duprat e Mariano Cohn

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Gastón Duprat e Mariano Cohn lavorano da sempre sul mondo dellarte e sulla difficoltà di vestire i panni dellartista riconosciuto, di ricoprire un ruolo sociale, di distinguere il vero dal falso. Con Competencia oficial, esilarante commedia grottesca scritta e diretta di nuovo a quattro mani, ritornano su questi temi concentrando il discorso sul cinema, una forma darte che funziona secondo logiche diverse da quelle di cui si sono occupati con i due precedenti film, già in Concorso a Venezia. Se Il cittadino illustre metteva al centro della vicenda un bizzoso scrittore premio Nobel, e Il mio capolavoro raccontava di un anziano pittore e del mercato dellarte, questa volta i due scelgono di occuparsi di una forma darte che, per la sua stessa natura, rimette in discussione lindividualità dellartista.

Non esattamente una novità quella di un film che parla del fare cinema, tuttavia, concentrando la costruzione della satira intorno alla tensione battagliera che si innesca tra i narcisismi dei tre protagonisti, Duprat e Cohn continuano il loro discorso sullo statuto umano dellartista e sul sistema di sfruttamento dellopera darte. Competencia oficial lo fa spingendo prepotentemente sulla commedia in una narrazione che riduce, toglie, spoglia tutto limpianto della complessità produttiva della macchina cinema per riportarla allessenzialità: le prove prima della riprese con le personalità egotiche e ingombranti di una regista e dei suoi due attori protagonisti che si scontrano e si affrontano tra provocazioni, esercizi e ripetizioni.

Essenzialità del costrutto non vuole dire certo minimalismo, al contrario. Tutto brilla in Competencia oficial, tutto è perfetto, opulento ed elegante nella sua essenzialità a cominciare proprio dal cast: Penélope Cruz è una talentuosa regista acclamata dalla critica alla quale un facoltosissimo industriale della farmaceutica decide di affidare il film che si è messo in testa di produrre per lasciare un segno; Antonio Banderas e Oscar Martinez sono le due star (lo spagnolo sbarcato a Hollywood e il maestro intellettuale argentino) chiamati a essere i due fratelli rivali al centro della sceneggiatura tratta dal best seller di un premio Nobel. E poi brilla la sceneggiatura, esilarante anche se non sempre così sorprendente, brillano le location, pochissime, geometriche, vuote, eleganti, sempre in equilibrio nei campi lunghi costruitissimi in alternanza alle immagini invase dalle presenze travolgenti degli attori. Brillano i costumi, la fotografia, la Lamborghini arancione di Banderas.

Competencia oficial è uno sfavillante divertissement in cui i registi, e Cruz, Banderas, Martinez con loro, ironizzano, autoironizzano, si divertono e fanno divertire - molto - pescando a piene mani dal noto, dal luogo comune ma anche dalle loro carriere e da un bagaglio di esperienza che i tre attori mettono mirabilmente al servizio di unidea di cinema raffinata nella forma e diretta nellassunto, un po’   meno caustica e stratificata del passato ma perfettamente a punto nei tempi e nei modi del meccanismo comico-satirico.