Alexander Nanau

Collective

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Il modo in cui Collective di Alexander Nanau porta in scena la tragedia dell’omonimo club romeno bruciato il 30 ottobre 2015 a causa di carenze nella gestione della sicurezza e dello sfollamento del locale - vaso di Pandora di una serie sempre più grande di mancanze - rimanda direttamente alla fiction nonostante l'approcccio documentaristico.

Quello che il regista rumeno riesce a confezionare è un lungometraggio che, a partire dal tragico evento di cui inserisce immagini reali, riprese dal circuito di telecamere interne al club, accompagna i giornalisti della «Sports Gazette» in una spirale discendente di corruzione, malasanità e cattiva gestione dello Stato.

Oltre ai ventisette ragazzi morti nell’incendio, infatti, ben presto le vittime si moltiplicano: a causare i decessi, la scarsa igiene degli ospedali cittadini, a sua volta dovuta alla diluizione dei disinfettanti, a sua volta – ancora – legata a frodi mediche e corruzione sanitaria, in un concatenarsi di vicende che sembra non avere fine e che arriva a toccare anche i più alti vertici del Governo, finendo per farlo saltare. All’occhio critico e distaccato del documentarista, con cui segue questi giornalisti alle prese con una storia più grande di loro (abituati generalmente alle notizie sportive), Nanau affianca un approccio di straordinario rigore estetico, nonché una costruzione emotiva che rimanda al thriller e al docudrama.

Il risultato è una storia avvincente, i cui tasselli si compongono a poco a poco seguendo le indagini dei reporter guidati da Catalin Tolontan, che oltre al “giallo” riesce a far vibrare anche le corde dell’empatia e del dolore: il punto di vista di chi indaga, per buona parte del film, si alterna allora a quello delle vittime stesse, una su tutte Tedy Ursuleanu, sopravvissuta all’incendio ma gravemente menomata, capace di rimettersi in gioco, riscoprendo la bellezza del suo corpo, oltre all’importanza della sua stessa memoria, per mezzo della fotografia. Ma a mano a mano che il “vaso” si apre e la storia di amplia, per Nanau diventa impossibile non cedere la scena al terzo “narratore” della vicenda, il ministro Vlad Voiculescu, un moderno Don Chisciotte in nome di uno Stato migliore, pulito e trasparente, destinato tuttavia a rappresentare una parentesi, a scontrarsi con i proverbiali mulini a vento di una realtà di corruzione, tangenti e malaffare troppo radicata per essere vinta.


 

Collective
Romania/Lussemburgo, 2019, 103'
Titolo originale:
Colectiv
Regia:
Alexander Nanau
Sceneggiatura:
Alexander Nanau, Antoaneta Opriş
Fotografia:
Alexander Nanau
Montaggio:
Alexander Nanau, George Cragg, Dana Bunescu
Cast:
Narcis Hogea, Catalin Tolontan, Mirela Neag, Camelia Roiu, Răzvan Lutac, Tedy Ursuleanu, Vlad Voiculescu
Produzione:
Alexander Nanau Production, Samsa Film, HBO Europe, MDR, RTS, RSI, YES Docu
Distribuzione:
I Wonder Pictures

Dopo che un terribile incendio provoca la morte di 27 persone in un nightclub di Bucarest, il Colectiv, le autorità rassicurano il popolo sul fatto che i feriti riceveranno le cure necessarie presso strutture definite “migliori di quelle della Germania”. Settimane dopo, il conteggio crescente delle vittime spinge gli intrepidi reporter della Sports Gazette a investigare sull’accaduto. Proprio in quel momento una soffiata smaschera la Hexi Pharma, un’azienda locale il cui capo muore in circostanze misteriose. Il Ministro della Salute si dimette in silenzio nel bel mezzo dei tumulti. Ma questo è soltanto il primo capitolo di una denuncia scioccante e piena di colpi di scena.

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