Hirokazu Kore-eda

Le buone stelle - Broker

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Woo-sung è un neonato abbandonato in una notte piovosa davanti a una “baby box”, una di quelle scatole dove in Corea del Sud, presso alcune chiese, le madri in difficoltà possono lasciare i figli appena venuti al mondo, per destinarli all’orfanotrofio e all’adozione.

Il suo nome (woo sta per ali, sung per stelle) è la sola speranza che la giovane madre gli ha lasciato. Ma il giorno dopo lei ci ripensa, torna sui suoi passi, e scopre che in realtà il figlio è stato preso da due uomini che gestiscono il contrabbando di bambini, cercando i genitori giusti a cui venderli. La coppia di trafficanti (o di intermediari, broker appunto) convince la ragazza che quella sia la soluzione migliore, promettendole parte del guadagno, e insieme si mettono in viaggio alla ricerca di una famiglia disposta a pagare per il piccolo Woo-sung. Ma sulle tracce di questo strano gruppo ci sono due poliziotte in borghese, che indagano anche su un omicidio…

Per la sua trasferta coreana (impreziosita dalla presenza della star locale Song Kang-ho), Hirokazu Kore-eda sceglie una storia affine ai temi prediletti del suo cinema: la relatività della morale, la complessità dei legami familiari, il senso dello stare al mondo. E costruisce un road movie che interroga i suoi personaggi e lo spettatore sui concetti di giusto e sbagliato, nella consapevolezza che le domande sono più importanti delle risposte. Ancora una volta, la famiglia non è questione di sangue o parentela, la morale non dipende dalla legge, ma tutto si riconduce alla sensibilità dell’individuo.

Partendo da un’immagine fortemente suggestiva – una vita in una scatola – il regista incasella i suoi personaggi in campi e piani fissi, dentro inquadrature ricorrenti (come nella macchina dove sono appostate le due detective), che rivelano assieme alla fotografia grigia un pessimismo di fondo. Non a caso, l’unico che riesce a guardare con speranza al futuro è un bambino, il piccolo orfano che si unisce durante il viaggio a quella “famiglia allargata” e sogna di diventare un calciatore di fama.

Ciò che come sempre stupisce del cinema di Kore-eda è la sua capacità di raccontare una storia drammatica di vite disperate con delicatezza e grazia sentimentale, che possono tradursi in scene da commedia (quando una coppia di aspiranti genitori pretende uno sconto sul prezzo del neonato per via delle sue sopracciglia) o in una preghiera laica sussurrata al buio.

L’impressione è che la sceneggiatura, coi suoi intrecci narrativi, non sia sempre all’altezza di un soggetto tanto evocativo, e ostacoli talvolta la profondità dello sguardo dell’autore. Ma pur senza toccare le vette della sua filmografia precedente (come Un affare di famiglia), Kore-eda è in grado di offrire momenti di toccante poesia, come nel dialogo sulla ruota panoramica: forse solo lì, sospesi su una giostra, si può ancora immaginare un’alternativa nuova, un futuro diverso.

Aprire la propria scatola all’altro, come si apre il finestrino di una macchina durante l’autolavaggio, e lasciar entrare l’acqua.


 

Le buone stelle - Broker
Corea del Sud, 2022, 129'
Titolo originale:
Broker
Regia:
Hirokazu Kore-eda
Sceneggiatura:
Hirokazu Kore-eda
Fotografia:
Hong Kyung-pyo
Montaggio:
Hirokazu Koreeda
Musica:
Jung Jae-il
Cast:
Song Kang-ho, Gang Dong-won, Doona Bae, IU, Lee Joo-young, Park Hae-joon, Kang Gil-woo
Produzione:
Zip Cinema
Distribuzione:
Lucky Red

Nella pioggia una donna abbandona un neonato davanti a una “baby box”. Due uomini lo prendono in consegna, ma sono trafficanti di bambini. Quando lei torna vorrebbe riprenderlo, ma poi invece decide di mettersi in viaggio con i due per cercare i genitori ideali a cui vendere il piccolo. Ne nasce un on the road surreale in cui il gruppo finisce per trasformarsi in una famiglia per caso. Mentre sono in viaggio all’amorevole ricerca di un futuro migliore per il bambino, due poliziotte si mettono sulle loro tracce, per coglierli sul fatto, ma anche per indagare su un misterioso delitto.

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