Midi Z

Nina Wu

Dopo anni di gavetta in piccole produzioni, l’attrice Nina Wu (Wu Ke-xi) riesce finalmente ad ottenere una parte in un film di alto profilo. Il sogno di sfondare nel cinema, però, si trasforma presto in un incubo: l’esperienza non è delle più tranquille, a causa di uno script difficile e un regista esigente e violento, mentre fuori dal set una donna la perseguita giorno e notte.

Il regista taiwanese Midi Z – anche co-sceneggiatore del film insieme alla stessa Wu Ke-xi – scava tra le complessità rappresentazionali del tema della violenza sulle donne nel mondo dello spettacolo restituendoci un’opera stratificata e assolutamente non didascalica.

I riferimenti arrivano sicuramente dagli scandali hollywoodiani più recenti, ma anche dalla situazione locale taiwanese, a partire dalle esperienze di abuso sul set vissute in prima persona da Wu Ke-xi sino ad arrivare a casi più noti come l’arresto per violenze sessuali del regista Chang Tso-chi, avvenuto pochi anni fa. Midi Z indaga i lati degradanti e sgradevoli della macchina-cinema con un’opera altrettanto grezza, dalle molteplici identità, in costante oscillazione tra le frontiere del sogno e quelle del reale.

La crisi esistenziale della protagonista scardina le coordinate visive del film e il risultato di questa operazione è una frattura dell’immagine, una frammentazione che separa Nina Wu in due segmenti isolati: una mise en abyme in cui i piani del reale e del cinematografico si confondono l’un con l’altro e una seconda parte più lineare in cui viene però ribadita ulteriormente l’impossibilità di una ricomposizione dell’immagine.

Gli orizzonti estetici e narrativi a cui rimanda il film sono molteplici. Oltre all’evidente richiamo all’onirismo di Mulholland Drive di David Lynch, troviamo le riflessioni sul corpo attoriale femminile di Antiporno di Sion Sono, a sua volta incline nel mostrare una rappresentazione denigratoria della donna tesa tra il reale e tra le inevitabili sovrapposizioni metacinematografiche, ma anche le terribili premesse costitutive di Audition di Takashi Miike, la depersonalizzazione di Irma Vep di Olivier Assayas, il folle dualismo persecutorio di Perfect Blue di Satoshi Kon. Il film di Midi Z è un pastiche che, in un oceano di rimandi, riesce comunque a ritagliarsi una propria dimensione specifica.

La chiave vincente di Nina Wu, in tal senso, è la sua smisurata attenzione ai dettagli. La riuscita complessiva della messa in scena relativa alla confusione identitaria tra reale, sogno e cinema dipende, innanzitutto, da un montaggio pienamente consapevole delle sue potenzialità. In una sequenza, ad esempio, Nina si trova a dover girare una scena del film sopra un’imbarcazione. La polizia all’improvviso interrompe le riprese, ma qualcosa non va, la barca prende fuoco, l’attrice cade in acqua. Scopriamo presto che l’intero incidente è parte del film-nel-film, ma per essere inquadrato correttamente nella sua cornice finzionale richiede l’intervento dell’artificio filmico dei titoli di coda.

I tormenti di Nina diventano così un tutt’uno con lo straniamento dello spettatore, una sensazione che prosegue anche una volta che le riprese del film sono terminate. Nina continua a sognare (a ricordare? a rivivere?) di essere smarrita tra i corridoi di un hotel: il trauma della sua esperienza attoriale è purtroppo ancora presente e finisce per manifestarsi concretamente nel suo doppio quasi speculare, capace di irrompere con determinazione nel reale e di impedire a Nina il ritorno alla normalità.

Con Nina Wu, dunque, Midi Z realizza un film forse eccessivamente derivativo, ma che riesce a mescolare sapientemente la necessità di una critica sociale ad uno stile registico suggestivo e consapevole.


 

Nina Wu
Taiwan, Malesia, 2019, 103'
Titolo originale:
Nina Wu
Regia:
Midi Z
Sceneggiatura:
Ke-Xi Wu, Midi Z
Fotografia:
Florian Zinke
Montaggio:
Matthieu Laclau, Yann-Shan Tsai
Musica:
Giong Lim
Cast:
Ke-Xi Wu, Vivian Sung, Kimi Hsia
Produzione:
Harvest 9 Road Entertainment, Jazzy Pictures, Myanmar Montage Pictures, Seashore Image Production, Star Ritz International Entertainment
Distribuzione:
MUBI

Dopo anni di piccoli ruoli, un’attrice ottiene finalmente il successo con uno spy thriller. La parte è difficile, anche perché richiede scene di sesso esplicite, e il regista è spesso duro con lei, ma sia la stampa che gli addetti ai lavori pensano che i risultati siano sensazionali.

 




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