Robert Zemeckis

Allied - Un’ombra nascosta

Una scena di sesso nell’abitacolo di una macchina avvolta da una tempesta di sabbia e un parto en plein air su una lettiga nel corso di un bombardamento aereo notturno. Sono le due scene più memorabili di Allied - Un’ombra nascosta, l’ultimo film di Robert Zemeckis: immagini che continuano a lavorare a film finito, che eccedono quell’aura da film classico, perfino d’antan, a cui il resto del film fa riferimento. Visioni “fuori canone”, che prevedibilmente esporranno il film alle accuse di ridicolo involontario («Rolling Stone» lo ha piazzato al quarto posto tra i peggiori film del 2016), ma che si collocano con coerenza nel percorso autoriale del regista di Chicago, fatto di opere sempre in bilico tra tradizione e sperimentazione, tra codici riconoscibili e una ricerca dello stupore talmente insistito da sconfinare spesso nella naïveté.

È gran parte del cinema di Zemeckis a muoversi in questa direzione e a ricercare questo equilibrio sdrucciolevole, dal suo capolavoro, Chi ha incastrato Roger Rabbit? (esempio irripetibile di armonia perfetta tra le due tensioni), alla trilogia in motion capture composta da Polar Express, La leggenda di Beowulf e A Christmas Carol. Tre opere tratte non a caso da altrettanti classici della letteratura (rispettivamente, un libro per ragazzi di Chris Van Allsburg, un antichissimo poema epico di incerta datazione, e il celeberrimo racconto dickensiano) che l’autore trasforma in macchine votate a un’inedita meraviglia, annullando il fattore umano e ripudiando il fardello della fisica in nome di un cinema mai visto, che abbia i crismi dell’esperienza.

E forse non a caso “equilibrio” ed “esperienza” sono anche i concetti cardine del penultimo film di Zemeckis, The Walk, in cui appunto un equilibrio perfetto, che non prevede tentennamenti, diventa conditio sine qua non per la sopravvivenza del protagonista, mentre il film, fallimentare sul piano narrativo, vive solo in quella infinita passeggiata di Philippe Petit fra le Twin Towers. Vive, dunque, della sua natura di esperienza, di performance, e acquista pieno senso solo se visto nelle condizioni per le quali è stato concepito, cioè in IMAX 3D.

Scottato dal flop di The Walk, l’autore, su sceneggiatura di Steven Knight, gira Allied - Un’ombra nascosta, una storia di spie (Brad Pitt e Marion Cotillard) che, portata a termine una missione nella Casablanca della Seconda Guerra Mondiale, si innamorano, si sposano e vivono felici finché uno dei due non sarà accusato di essere un traditore al soldo dei tedeschi.

Ancora una volta, Zemeckis riflette sulla rappresentazione del cinema classico (sulla sua rielaborazione e ri-contestualizzazione), ma forse mai come stavolta lo contamina con elementi “eccentrici”, tanto che la magnifica sequenza d’apertura – con Brad Pitt ripreso dall’alto come ‘schiacciato’ contro le dune del deserto marocchino mentre plana col paracadute in una discesa apparentemente infinita – sembra già una dichiarazione d’intenti. Partendo dall’omaggio ai topoi di una Hollywood che non esiste più, Allied - Un’ombra nascosta è tante cose (fra cui, necessariamente, un poderoso tentativo di reductio ad unum): una riflessione sul concetto contemporaneo di divismo, un esercizio virtuosistico sulla permeabilità dei generi (il film è una spy story, ma anche una commedia romantica, un thriller, un war movie e un mélo), un oggetto pop da dare in pasto ai media (che infatti si sono lanciati sul parallelismo tra questo film, durante le riprese del quale pare sia scoppiata la passione tra Brad Pitt e Marion Cotillard, e Mr. & Mrs. Smith, set galeotto per la coppia Pitt/Jolie), e un veicolo attraverso il quale Zemeckis può, come già in Le verità nascoste, esprimere il proprio amore per il cinema di Hitchcock.

Testo stratificato e perciò godibile (o, a scelta, rifiutabile) a più livelli, Allied è cerebrale senza escludere la commozione e prevedibile pur se spesso spiazzante. Probabilmente, uno straordinario film sbagliato.

IL FILM

Allied
Robert Zemeckis
USA, 2016, 124 min
Sceneggiatura:
Steven Knight
Fotografia:
Don Burgess
Montaggio:
Mick Audsley, Jeremiah O'Driscoll
Musica:
Alan Silvestri
Cast:
Marion Cotillard, Marion Bailey, Lizzy Caplan, Jared Harris, Charlotte Hope, Brad Pitt, Matthew Goode, Raffey Cassidy
Produzione:
GK Films, Paramount Pictures
Distribuzione:
Universal Pictures Italy

Il film racconta la storia dell'ufficiale dei servizi segreti Max Vatan, che nel 1942 incontra nel Nord Africa la combattente della Resistenza Francese Marianne Beausejour in una missione mortale oltre la linee nemiche. Riuniti a Londra, la loro relazione è minacciata dalle estreme pressioni della guerra.




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