Josh Safdie, Benny Safdie

Diamanti grezzi

Howard Ratner, il protagonista di Diamanti grezzi interpretato da Adam Sandler, sguardo ridanciano e modi superbi, marito fedifrago e amante disperato, gioielliere sull’orlo del fallimento e col vizio delle scommesse, ebreo fedele alla tradizione ma indifferente ai suoi dettami, uomo comune con il mito della celebrità e il flirt continuo con il disastro, omuncolo letteralmente spogliato dei suoi averi e sbattuto continuamente a terra, eroe ridicolo di cui nel film si assiste alla frenetica tragedia, è un personaggio novecentesco gettato nella mischia furibonda della metropoli contemporanea, che proprio nel tumulto del movimento trova la sua realizzazione e insieme la sua eterna sconfitta. Da tempo non si vedeva al cinema una figura così dentro il proprio spazio e così fuori dal proprio tempo.

Al culmine di un lavoro che va avanti ormai da più di dieci anni, film dopo film, ritratto dopo ritratto, dentro e fuori New York e Manhattan, mondo chiuso e insieme unica realtà possibile, Ben e Josh Safdie (come sempre appoggiati alla sceneggiatura e al montaggio da Ronald Bronstein, sono finalmente riusciti a trovare la quadra del loro cinema isterico e materico. Merito soprattutto del lavoro sulla caratterizzazione spirituale e fisica (con a quella ferita al naso che ricorda anche il Nicholson di Chinatown) di un protagonista che ricorda una figura di Hemingway ridotta a vivere un’estasi ancora più effimera del povero Francis Macomber; un simple man uscito fuori da un romanzo di Saul Bellow, ugualmente inadatto alla vita ma travolto al contrario da una frenesia irrefrenabile, un Herzog senza parole, un Augie March senza prospettive, un poveraccio che morirebbe di crepacuore se non stesse sempre lì a flirtare con la malavita, i gioielli, i soldi, le scommesse, gli opali trafugati in una miniera dell’Etiopia e da piazzare a un’asta senza avere la minima idea di come fare…

Howard Ratner è un fratello minore del personaggio interpretato dallo stesso Sandler in Ubriaco d’amore di PT Anderson: in fondo le botte che picchia sull’asfalto di New York (una New York tentacolare, lurida e bellissima) sono più o meno le stesse di quelle che Barry Egan prendeva sull’asfalto di Los Angeles. A differenza di Egan, però, è Howard più esposto alla voracità del mondo, ne è anzi complice e promotore, e fin dall’incredibile movimento che nella prima sequenza del film porta dalla suddetta miniera al suo canale rettale, è rappresentato come parte di un meccanismo che stabilisce perfettamente una scala di valori tra sfruttati e sfruttatori, utilizzatori finali della ricchezza e miseri intermediari. E Howard Ratner, che non è innocente e nemmeno ingenuo, ma solamente un povero illuso (e dunque non così diverso dalle figure di sfigati senza redenzione interpretati da Sandler nelle sue commedie da quattro soldi), è un semplice intermediario – della ricchezza, della celebrità, del potere, del mito del self made man che tanto non incarnerà mai.

Ben e Josh Safdie usano il loro usuale stile metropolitano e indie – macchina a mano, fotografia in pellicola di Darius Khondji, movimenti rapidi, montaggio isterico, figure nella folla, primissimi piani, atmosfere notturne e caotiche, ritmo ossessivo e forsennato dettato anche dalle musiche di Daniel Lopatin (tra Vangelis e Peter Gabriel) – finalmente con cognizione di causa, sospendendo l’azione su toni grotteschi e drammatici, mantenendo la tensioni su livelli parossistici, e facendo convergere ogni linea dello spazio e del tempo (tutta la parte finale, ad esempio, è scandita dall’andamento di una partita di basket tra Boston Celtics e Philadelphia 76ers) verso il loro personaggio, grezzo come i diamanti che vorrebbe commerciare, straordinario, unico e naturalmente senza valore; un uomo senza qualità, insomma, epitome di un secolo al quale nemmeno appartiene e naturalmente di un cinema – da noi finito direttamente su Netflix – così vero, così materico, da non appartenere al proprio tempo.

Uncut Gems
Josh Safdie, Benny Safdie
Usa, 2019, 135'
Sceneggiatura:
Ronald Bronstein, Josh Safdie, Benny Safdie
Fotografia:
Darius Khondji
Montaggio:
Ronald Bronstein, Josh Safdie
Musica:
Oneohtrix Point Never
Cast:
Judd Hirsch, Idina Menzel, Eric Bogosian, Adam Sandler, Julia Fox, Kevin Garnett, Lakeith Stanfield
Produzione:
Elara Pictures
Distribuzione:
Netflix

Con debiti in aumento e creditori furiosi alle calcagna, un loquace gioielliere di New York rischia il tutto per tutto per restare vivo e a galla.




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