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La recensione di Free Guy - Eroe per gioco | Cineforum

Shawn Levy

Free Guy - Eroe per gioco

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Diretto dal canadese Shawn Levy, apprezzato regista di commedie quali Notte folle a Manhattan e Gli stagisti, e della fortunata franchise Una notte al museo, il film porta nella Piazza Grande di Locarno un refolo di cinema mainstream hollywoodiano. Il protagonista è Guy, un NPC (Non Player Character), un personaggio che vive nel mondo virtuale del videogioco Free City dove interpreta un ordinario cassiere di banca. La caratteristica di questi personaggi è che sono statici e generalmente non cambiano nel tempo durante il gioco. Spesso le interazioni con loro sono limitate e sono gestiti da un'altra entità. In questo videogioco i personaggi sono divisi in due grandi gruppi: quelli che hanno occhiali che li rendono invincibili e quelli come Guy che non li hanno e sono appunto degli NPC. Nel momento in cui Guy entra in possesso di un paio di questi occhiali, come il John Nada immaginato da John Carpenter in Essi vivono, la sua esistenza si trasforma radicalmente.

La visione del film, alla fine lascia nello spettatore una sorta di madeleine di The Truman Show. Nel film di Peter Weir, un personaggio reale che viveva a sua insaputa in un reality show, prende consapevolezza della sua vita solo grazie all'irruzione sul set di una donna che gli rivela il crudele carosello mediatico montato attorno a lui.

Qui il protagonista è un personaggio digitale che crede di essere reale. Prende coscienza del suo reale status solo grazie all'incontro con una ragazza che irrompe nel gioco e che nella vita reale era uno dei due creatori del videogioco, trasformandosi in una sorta di enorme bug informatico che crea un poderoso effetto domino sullo svolgimento del gioco. Se la raggiunta consapevolezza costringeva Truman ad abbandonare quel mondo di cartapesta che non era più il suo, qui al contrario in Guy nasce potente il desiderio di prendere il destino tra le sue mani, diventare l'eroe della sua storia, di riscriverla sottraendosi alla staticità a cui era stato destinato. Tanto che, alla fine, Guy riesce addirittura a salvare il videogame dal progetto di annientamento progettato dal proprietario della società produttrice.

Il film è attraversato da una piacevole ironia e si diverte a inglobare camei di supereroi che in questi anni hanno riempito gli schermi dei cinema. Ryan Reynolds, che interpreta il ruolo di Guy, rende credibile il percorso di crescita e di consapevolezza del suo personaggio ma soprattutto riesce ad evitare ogni sovrapposizione col fortunato personaggio di Deadpoll che lo ha reso celebre. Da godere il cammeo di Channing Tatum in una specie di avatar iper muscoloso e ossessionato da sua mamma.

Free Guy - Eroe per gioco
Usa, 2021, 115'
Titolo originale:
Free Guy
Regia:
Shawn Levy
Sceneggiatura:
Matt Lieberman, Zak Penn
Fotografia:
George Richmond
Montaggio:
Dean Zimmerman
Musica:
Christophe Beck
Cast:
Ryan Reynolds, Jodie Comer, Joe Keery, Lil Rel Howery, Utkarsh Ambudkar, Taika Waititi
Produzione:
20th Century Studios, 21 Laps Entertainment, TSG Entertainment, Berlanti Productions, Lit Entertainment Group, Maximum Effort
Distribuzione:
Walt Disney Studios Motion Pictures

Nel videogioco open world Free City, Guy è un NPC che lavora come cassiere in una banca. Grazie ad un programma sviluppato dai programmatori Millie e Keys ed inserito in Free City dall'editore Antwan, Guy acquista consapevolezza del fatto che il suo mondo è un videogioco, e si attiva per diventare un eroe, dando vita ad una corsa contro il tempo per salvare il gioco prima che gli sviluppatori possano spegnerlo.

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