Greta Gerwig

Piccole donne

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Tutto comincia dal secondo capitolo della serie: Piccole donne crescono, uscito nel 1869, un anno dopo la pubblicazione e il grande successo di Piccole donne. In realtà, i due libri sono un tutto unico: la storia dell'adolescenza e dell'ingresso nella maturità delle quattro sorelle March, Meg, Jo, Beth e Amy. Libro "pedagogico", si dice, ma di una pedagogia strana e controcorrente, come quella che veniva impartita alle quattro figlie di Amos Bronson Alcott, filosofo trascendentalista, fondatore della comunità agricola Utopian Fruitlands e amico di Thoreau, Emerson e Hawthorne, e di Abby May, attivista abolizionista e femminista. Educazione alternativa, grande solidarietà umana, libertà di seguire le proprie naturali inclinazioni, fermezza nel controllo dei propri istinti distruttivi e autodistruttivi. La famiglia March segue le regole della famiglia Alcott; ma le sorelle March devono adeguarsi a quelle del mercato letterario che richiede, se la protagonista è una donna, che alla fine questa si sposi, oppure muoia. Louisa May Alcott lo sapeva bene; infatti le eroine degli altri suoi romanzi e racconti, per lo più a torbido sfondo gotico-romantico, fanno spesso una brutta fine, dopo una vita trascorsa tra passioni d'amore sbagliate e antiche maledizioni.

Ma Piccole donne è la sua storia, la storia di Jo, seconda sorella March, giovane eroina anticonformista, indipendente, fiera, con maniere da maschiaccio e attacchi di rabbia e malumore che s'ingegna a dominare grazie alla sua naturale generosità. Jo la scrittrice; Jo come Louise che, a differenza del suo personaggio, lasciò partire il professor Bhaer (che pare fosse modellato su Thoreau) e non si sposò mai. Greta Gerwig, con il suo nuovo adattamento del dittico (il sesto, forse, dalla storia del cinema, più parecchie riduzioni televisive), parte proprio da qui: da Jo-Louise, che è già a New Yok per tentare la carriera letteraria, dai suoi primi incontri con un editore e, nel finale, da quello che concede a lui e ai lettori, il matrimonio con Fritz Bhaer e tanti bambini (che animeranno i due sequel, Piccoli uomini, 1871, e I ragazzi di Jo, 1886).

Film molto contemporaneo per un libro intramontabile, Piccole donne gioca sulla scomposizione temporale del testo (ricostruendo la storia attraverso i flashback innescati dai ricordi di Jo), con una certa eleganza nella prima parte, ma con un'accelerazione un po' "modaiola" nell'ultimo terzo, dove tutto si fa un po' troppo sincopato e ammiccante. Dominato dalla Jo di Saoirse Ronan (la migliore, dopo quella del film di Cukor del '33, l'impareggiabile Katharine Hepburn, quasi "eponima", la ribelle hollywoodiana per eccellenza), dà il giusto rilievo all'altra protagonista della storia (a tratti addirittura "deuteragonista"): Amy, la piccola della famiglia, capricciosa e viziata, artista mancata, ma con un'autentica predisposizione per la bellezza, l'armonia, il lusso. Amy che alla fine sposa Laurie (e questo si fa un po' fatica a perdonarglielo, anche alla Alcott): una brava Florence Pugh (protagonista di Lady Macbeth di William Oldroyd e di Midsommar di Ari Aster), che ammette a muso duro la sua eterna competizione con Jo e rivendica la sua unicità e che, senza avere la carica da gattina di Elizabeth Taylor (che la interpretava nel film del '49 di LeRoy), non fa rimpiangere le bizze ombrose di Kirsten Dunst, Amy piccola nel film, molto debole, di Gillian Armstrong del '94. Insieme alla Marmee di Laura Dern (ma mamma March è sempre stato un bel cavallo di battaglia per attrici mature, da Mary Astor a Susan Sarandon), sono loro a reggere lo spirito e la tempra di un film che zoppica un po' nell'assegnazione dei ruoli maschili (Louis Garrel è troppo sexy per il professor Bhaer e Timothée Chalamet un Laurie troppo ragazzino dall'inizio alla fine) ed è fin troppo esplicito nel portare in primo piano il tema femminista. Nel suo appuntito tratteggio dei caratteri, il romanzo non ne ha bisogno: tra le righe, ha insegnato a molte generazioni di ragazze a essere se stesse.

Piccole donne
Usa, 2019, 135'
Titolo originale:
Little Women
Regia:
Greta Gerwig
Sceneggiatura:
Greta Gerwig dal romanzo di Louisa May Alcott
Fotografia:
Yorick Le Saux
Montaggio:
Nick Houy
Musica:
Alexandre Desplat
Cast:
Abby Quinn, Bob Odenkirk, Chris Cooper, Eliza Scanlen, Emma Watson, Florence Pugh, James Norton, Laura Dern, Louis Garrel, Meryl Streep, Saoirse Ronan, Timothée Chalamet, Tracy Letts
Produzione:
Columbia Pictures
Distribuzione:
Sony Pictures, Warner Bros. Entertainment Italia

La scrittrice e regista Greta Gerwig ha realizzato il film di Piccole Donne basandosi sia sul romanzo di Louisa May Alcott che sui suoi scritti, ripercorrendo avanti e indietro nel tempo la vita dell’alter ego dell’autrice, Jo March rendendo la tanto amata storia delle sorelle March – quattro giovani donne ognuna determinata a inseguire i propri sogni – al tempo stesso intramontabile e attuale.

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