Ryan Murphy

The Prom

L’America, si sa, soffre di amnesia, vive di «attimi che muoiono», e uno degli attimi maggiori, per gli americani, è il prom che dà il titolo all’ultimo film di Ryan Murphy.

In un paesino dell’Indiana, lontano dall’ego di Broadway, una ragazza normalissima, Emma, viene intralciata nel suo normalissimo sogno di partecipare al ballo con la sua ragazza segreta, Alyssa. La madre di Alyssa, Kerry Washington è una villain di tutto rispetto, a capo del comitato scolastico impedisce lo svolgimento del ballo provocando un tam tam mediatico, che nell’epoca di twitter viene captata da un gruppo di attori alla deriva: Dee Dee Allen (Meryl Streep), Barry (James Corden), Trent (Andrew Rannels) e Angie (Nicole Kidman). Se i primi due sono attori affermati bloccati da una fresca stroncatura per colpa del loro ego ipertrofico, Trent è il prodotto delle scuole d’arte perciò condannato a fallire e ad arrangiarsi come barista, e la dolce Angie si accontenta di essere uno sfondo, una comparsa da palcoscenico nella storia dei musical. Venuti a conoscenza della triste condizione di Emma decidono, come molte star di oggi, di riabilitarsi agli occhi del pubblico aiutando la ragazza ad avere il suo prom inclusivo.

Portando sullo schermo un musical di recente successo (ha debuttato nel 2016), creato da Chad Beguelin e Matthew Skiar su libretto di Bob Martin, Ryan Murphy si dedica alla regia, non firma la sceneggiatura, e lascia inevitabilmente la sua impronta stilistica; mirabile, come sempre, la cura per gli abiti, le coreografie e il feticismo di infilarci sempre i suoi cliché che abbiamo imparato a conoscere: il concetto di small town girl/boy, l’alienazione adolescenziale, l’arte come via di fuga da una realtà insopportabile, il bullismo, il teatro, LGBTQ+, il musical e personaggi febbricitanti e logorroici.

I lavori di Murphy possiedono sempre una natura dicotomica, dividono inevitabilmente anche gli stessi fan: si ama o si odia, e anche in The Prom i sentimenti sono contrastanti. Il film è un prodotto Oscar service che arriva al momento giusto, su Netflix, poco prima di Natale e per di più di un anno che ci vede separati dalla pandemia. The Prom potrebbe essere interpretato come una carezza emotiva confezionata come un tv movie a cavallo tra gli anni ‘80 e ’90; a tratti così levigato da risultare plastico, fastidioso e godibile solo su uno schermo infinitamente grande o infinitamente piccolo. 

The Prom è anche un film che voleva (poteva, e doveva!) essere uno schiaffo in faccia a tutto lo Star System (soprattutto bianco) che fa del dolore altrui un proprio cavallo di battaglia per rilanciare una carriera stagnante (qui si potrebbe fare una lista lunghissima dopo l’affaire Weinstein e il #metoo). Ma questo schiaffo non è abbastanza forte e i protagonisti risultano natalizi, di conforto, degni di un film d'animazione per l’infanzia.

Ciò che di certo che non si può dire è che per Murphy il film sia un cavallo di Troia per rimanere sul pezzo, al passo coi tempi, in una industria cinematografica che pretende quote di minoranza fatte ingoiare a forza agli autori. Fin da Glee, in anticipo sui tempi, la sua visione è sempre stata quella di rendere popolari gli underdogs, di supportare l’integrazione e di condannare le esclusioni che vilmente ci infliggiamo l’uno con l’altro. Certo, se il film a un certo punto avesse virato verso i lidi dell’horror (il genere che appartiene realmente all’autore di Scream Queens) ci saremmo trovati di fronte a un nuovo Amiche cattive e The Prom ora sarebbe un gioiello della black commedy.

L’america soffre di amnesia, Ryan Murphy ricorda tutto, noi non ricorderemo The Prom.

The Prom
Ryan Murphy
Usa, 2020, 130'
Sceneggiatura:
Chad Beguelin e Bob Martin), Chad Beguelin, Bob Martin (dal musical di Matthew Sklar
Fotografia:
Matthew Libatique
Montaggio:
Peggy Tachdjian, Danielle Wang
Musica:
Matthew Sklar
Cast:
Tracey Ullman, Nicole Kidman, Meryl Streep, Kevin Chamberlin, Kerry Washington, Keegan-Michael Key, Jo Ellen Pellman, James Corden, Ariana DeBose, Andrew Rannells
Produzione:
Ryan Murphy Production Company
Distribuzione:
Netflix

Dee Dee Allen e Barry Glickman sono due star di Broadway in declino, una situazione esacerbata dal fatto che il loro ultimo show si sia rivelato un fiasco. Intanto in una cittadina dell'Indiana la liceale Emma Nolan riceva una grossa delusione quando, nonostante gli sforzi del preside, le viene vietato di partecipare al ballo di fine anno insieme alla sua ragazza Alyssa. Venuti a conoscenza del fatto, Dee Dee e Barry decidono di sfruttare l'episodio di omofobia per dare nuova linfa alle proprie carriere e tornare sulle prime pagine. Insieme ad altre due stelle in declino, gli attori Angie Dickinson e Trent Olivier, Dee Dee e Barry partono per l'Indiana, dove la loro eccentricità riuscirà ad aiutare Emma.




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