David E. Kelley

The Undoing – Le verità non dette

Cammina molto, Grace Fraser (una Nicole Kidman molto bella e molto algida, la freddezza d’alabastro del viso amplificata dai molteplici lifting che le sottraggono qualsiasi forma di espressività, oppure finiscono per esasperarla grottescamente), elegante psicoterapeuta e - insieme al marito Jonathan (Hugh Grant), oncologo pediatrico - perfetta esponente dell’upper class newyorkese. Cammina, in apparenza senza destinazione e senza meta, sia la notte che il giorno, in un vagabondare ossessivo (una sorta di wandering semi-patologico) che diviene anche cifra simbolica, all’interno del crime thriller HBO in sei puntate The Undoing, diretto dalla regista danese Susanne Bier (premio Oscar nel 2011 per In un mondo migliore) e ideato da quel David E. Kelley già collaboratore della Kidman nelle due stagioni di Big Little Lies.

Del resto, tutti i personaggi di questo “romanzo famigliare” patinato per sfondi e ambientazioni (le ricche dimore dell’elite di New York, le scuole e gli uffici lussuosi, le seconde case vista lago) vagano parecchio, seguendo il ronzio incessante di pensieri mai espressi, nascosti, addirittura censurati. Si tratta, appunto, delle “verità non dette” del sottotitolo italiano, che contraddistinguono il ritmo quotidiano di quella che non è affatto “una famiglia felice” (titolo del romanzo di Jean Hanff Korelitz da cui il plot è tratto), ma piuttosto un coacervo di menzogne e segreti, un’accozzaglia di scheletri nell’armadio.

Ciascuno si agita, dunque, instaurando un assurdo movimento fine a sé stesso per provare a uscire da quella trappola per topi in cui si trova: non solo Grace, per scoprire le verità inammissibili del proprio matrimonio, ma anche - per puro istinto di sopravvivenza - suo figlio Henry (Noah Jupe), suo padre Franklin (un Donald Sutherland dall’austera ferocia) e suo marito Jonathan, che addirittura sparisce nel nulla. Così, allo stesso modo, si smarriscono, giocando a guardie e ladri, i poliziotti che lo inseguono, la sua amante Elena (Matilda De Angelis), dalla personalità bipolare, e persino la cinica avvocatessa chiamata a difenderlo. E se Jonathan - con il volto fanciullescamente invecchiato di Grant - è un purissimo esempio di narcisista al quadrato, che seduce, incanta, vampirizza, ci si domanda, in ultima analisi, chi e che cosa sia Grace; non solo all’interno del distopico duetto familiare, ma anche e soprattutto di fronte a sé stessa. 

Laddove il suo aggirarsi “a occhi aperti/chiusi” nel labirinto di vicoli di una Manhattan caotica e spaesante richiama l’analogo movimento compiuto da quel Bill Hartford interpretato da Tom Cruise e protagonista insieme al suo “doppio” Alice di Eyes Wide Shut (1999) di Stanley Kubrick; all’inseguimento di fantasmi del desiderio non ancora pienamente evocati. Anche questo di Grace/Alice è, in fondo, un “doppio sogno” schnitzlerianamente inteso, che con i suoi abissi di alienazione e perfidia riscatta la partitura un po’ troppo semplicistica e tendente alla facile spettacolarizzazione della serie. La rovina, la distruzione a cui si riferisce il titolo, è anche e prima di ogni altra cosa quella di un idillio di coppia e del mondo che le ruota intorno: l’accecante consapevolezza dell’inconsistenza e dell’artificiosità di qualsiasi verità amorosa. Nell’inarrestabile e angosciante precipitare degli eventi e delle situazioni, a franare è l’idea stessa di individuo, irrimediabilmente diviso come nell’ultimo film di Kubrick.

Sotto questa luce sepolcrale, Alice di Eyes Wide Shut si rispecchia senza soluzione di continuità nella Grace di Undoing, dentro una favola nera dove l’ambiguità più profonda sta nel continuo rimescolamento tra reale e immaginario. È qui che l’immagine e il suo doppio fatalmente si fondono, mentre Grace/Alice si inabissa nello specchio scuro.

The Undoing – Le verità non dette
Usa, 2020, 6 episodi
Titolo originale:
The Undoing
Ideazione:
David E. Kelley
Cast:
Donald Sutherland, Édgar Ramírez, Hugh Grant, Ismael Cruz Cordova, Lily Rabe, Matilda De Angelis, Nicole Kidman, Noah Jupe, Noma Dumezweni
Produzione:
Blossom Films, David E. Kelley Productions, Made Up Stories
Distribuzione:
Sky

La vita di Grace Fraser, una psicoterapeuta di successo di New York, è apparentemente perfetta: il lavoro va a gonfie vele, ha un marito – Jonathan, un oncologo pediatrico molto noto e apprezzato – che la adora, e ha un figlio – il maturo, intelligente ed educatissimo dodicenne Henry – che è il figlio che tutte le madri vorrebbero. Peccato che, per l’appunto, sotto la superficie si nasconda qualcosa di terribile. 




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