"Les herbes folles"

Non è amore se non è folle

Gli ultimi film di Resnais sono girati in vista della propria morte. Come per dirle di non arrivare troppo presto che c'è un altro film da fare. Come per prenderla un po' in giro. Per abituarcisi. Per giocarsela con lei. Il gioco è da sempre elemento fondamentale nei film di Resnais.

Les herbes folles (in italiano diventate Gli amori folli) sono le erbe matte che bucano l'asfalto, crescono ovunque e resistono.

Una signora viene scippata, un signore – padre di famiglia – ritrova il portafoglio, contatta la signora che è dentista e pilota di piccoli aerei e si comincia a volare. Il film è acrobatico con finale aleatorio, avventuroso e frizzantino (la patta aperta...) con croccantini. 

Al signore (André Dussolier) non si chiude più la patta. Abbraccia e bacia lei con passione, appare la parola Fin sulle sonore trombe dei film americani. Ma il film non è finito. Finissero così le cose e le vite: su un bacio immenso e intenso. Salgono sul piccolo aereo, lei gli vede la patta slacciata, l'aereo fa un giro della morte e la macchina da presa se ne va sopra campi rocce marine erbe folli strada di campagna case rustiche. La macchina da presa atterra in una stanzetta dove c'è una bambina a letto che chiede alla mamma: «Quando sarò un gatto potrò mangiare i croccantini?». La parola FIN affonda nello schermo nerissimo. Musichetta e titoli di coda. Con il titolo giusto del film: Les herbes folles.

Resnais ha sempre saputo regalarci infinite sorprese. Aeree e musicali.