Bharat Nalluri

Dickens: l’uomo che inventò il Natale

Non è per nulla banale l'idea alla base di Dickens: l’uomo che inventò il Natale. Sebbene al centro della storia ci sia il celebre racconto Canto di Natale, e cioè uno degli spunti narrativi che il cinema ha sfruttato maggiormente e declinato in tutte le salse, è vero che la prospettiva che il film adotta è poco convenzionale.

Londra, 1843. Charles Dickens, reduce dal successo di Oliver Twist non riesce a trovare idee per un nuovo romanzo ed è sommerso dai debiti. Una serie di incontri, circostanze e l’avvicinarsi delle festività natalizie – che all’epoca erano poco considerate dalla maggioranza degli inglesi – gli ispirano la creazione di un racconto sul tema del Natale. La proposta però non piace agli editori e allora Charles, con l’aiuto del suo agente, comincia un’affannata corsa contro il tempo e riesce, finanziando tutto il progetto autonomamente, a pubblicare il libro pochi giorni prima di Natale. A Christmas Carol ottiene un successo enorme e immediato e contribuisce a risvegliare nelle coscienze l’amore e l’affetto per il Natale.

Nalluri adatta il romanzo del 2008 The Man Who Invented Christmas: How Charles Dickens's A Christmas Carol Rescued His Career and Revived Our Holiday Spirits di Les Standiford, libro nel quale – come spiega il chilometrico e tautologico titolo – viene ripercorsa la genesi di Canto di Natale e spiegato come il successo del romanzo non rilanciò soltanto la carriera di Dickens, ma contribuì a ravvivare lo spirito natalizio. Il film segue esattamente questo canovaccio e mette in scena la creazione dell’opera intrecciando le situazioni, le atmosfere e i personaggi della fantasia di Dickens con le vicende biografiche e familiari dello scrittore. Il tutto descrivedo, con una certa dose di suspense, il rischio che corse uno dei più celebri racconti della letteratura inglese di tutti i tempi, di non essere mai pubblicato.

La trovata più brillante però – che è anche quello in cui il film funziona meglio – è quella di dare lettralmente vita ai personaggi del racconto. Nel momento in cui Dickens trova l’ispirazione, tutti i caratteri che affollano la sua mente diventano persone in carne e ossa e lo circondano ovunque vada. Primo fra tutti Scrooge, il protagonista del racconto e vero motore intorno a cui si costruisce l’azione, e poi i fantasmi del Natale passato, presente e futuro, l’antico socio di Scrooge Marley e ancora il mite dipendente Bob e il vecchio rubicondo Fezziwig con la moglie. Tutti insieme appaiono e riempiono gli spazi (soprattutto lo studio di Dickens, ma anche le camere, le locande e ogni posto in cui egli si rechi) quando lo scrittore pensa e crea, mentre spariscono di colpo quando invece non riesce a concentrarsi. Ma spesso litigano con lui, lo canzonano e si pongono contro il loro creatore quando questi ha dei dubbi, si blocca e non trova il modo di proseguire. Una perfetta rappresentazione della creazione artistica, della confusione e dei pensieri ingarbugliati che affollano la mente di uno scrittore. Ma anche una descrizione efficacissima della capacità di immaginare, creare storie e mondi veri e propri di un grande romanziere.

I meriti tuttavia si fermano qui. Perché il film non riesce andare oltre a questa dimensione disneyana dove ogni problema, ogni complicazione e ogni dubbio o incertezza si risolvono con il sorriso, con la parola buona o le azioni altruiste di qualcuno. Gli spunti tutt’altro che banali di cui si diceva si annacquano presto e facilmente nel tono leggero e zuccheroso che domina il film, facendo sì che molte delle istanze sollevate non vengano sfruttate a dovere. Ed è un vero peccato.

Sin dal titolo infatti Dickens: l’uomo che inventò il Natale pone una riflessione molto intrigante sulla possibilità dell’arte di creare la vita, su come lo scrittore possa influenzare le abitudini, le storie e la Storia di una nazione. Su come Tradizione e Costume siano elementi soprattutto letterari e quasi mai culturali, o se si preferisce, come la cultura sia spesso il risultato di una narrazione. In questa prospettiva il Natale è per davvero un’invenzione e – senza che questa sia letta per forza come una cosa negativa – il risultato di una serie di consuetudini (molte delle quali di origine pagana) che messe tutte insieme danno vita una celebrazione ibrida e che prende in prestito usanze e rituali differenti, per creare un cerimoniale condiviso e replicabile in tutte le culture (non solo cristiane). E cioè quella che chiamiamo mitologia e che non ha nulla a che vedere con la questione cultuale, ma piuttosto con la definizione del cerimoniale che accompagna la festività.

Del resto Dickens (anche nel film) non concepisce la sua storia su basi spirituali, ma ammanta il Natale di un’atmosfera gotica, tipicamente ottocentesca, nella quale i toni cupi e horror dominano il racconto (non scordiamoci che il sottotitolo è “A Ghost Story of Christmas”). E dove l’elemento che crea affezione e rende il pubblico così appassionato è quello – puramente letterario – della redenzione finale del protagonista. In quest’ottica, come il film suggerisce inconsapevolmente, il Natale per lo scrittore diventa non tanto una causa degli eventi, ma piuttosto uno strumento per far sì che accadano.

Certo, forse insistere su questi elementi avrebbe reso meno “natalizio” un film che, in uscita pochi giorni prima della vigilia, ha tutte le ragioni per sorridere e strizzare l’occhio al suo pubblico. Ma che di certo non rende piena giustizia alla personalità complessa e tormentata di Charles Dickens. E forse nemmeno al Natale: che non è esattamente (o soltanto) la festa per bambini con la quale continuiamo a confonderlo.

IL FILM

The Man Who Invented Christmas
Bharat Nalluri
Irlanda, Canada, 2017, 104'
Sceneggiatura:
Susan Coyne
Fotografia:
Ben Smithard
Montaggio:
Stephen O'Connell, Jamie Pearson
Musica:
Mychael Danna
Cast:
Simon Callow, Morfydd Clark, Miriam Margolyes, Jonathan Pryce, Donald Sumpter, Dan Stevens, Cosimo Fusco, Christopher Plummer, Annette Badland, Bill Paterson
Produzione:
The Parallel Films, Rhombus Media, Mob Film Company, Mazur / Kaplan Company
Distribuzione:
Notorious Pictures

Canto di Natale, uno dei più emozionanti racconti di tutti i tempi. Ecco la storia di come Charles DIckens trovò l'ispirazione per una straordinaria favola. Lo scrittore inglese ha mescolato momenti della sua vita reale ed elementi fantastici per dare forma a sei personaggi indimenticabili.




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