Xavier Dolan

Pensare per immagini

L’avete già sentita raccontare, questa storia? Sì e no. Sì, perché è vecchia come il mondo: cuore di mamma e figlio malato, il lievito della commozione a buon mercato, lo trovi in dozzine di canzoni, di libri e di film. No perché a metterci mano è un cineasta di venticinque anni che accoppia al talento la beata incoscienza della gioventù.  Ci vuole incoscienza, nell’epoca del 3d e dell’Imax, a girare in formato 1:1, lo schermo ridotto a un quadrato, l’immagine esigua come la vita dei due protagonisti, sospesa sul filo della malattia mentale di lui. 

No perché la scelta di fare del formato dell’immagine il nucleo espressivo della loro disperazione – e a intermittenza, come vedrete, dei loro sogni - vi dice che Xavier Dolan è un visionario nel senso proprio e pieno della parola: pensa per immagini, si esprime con il cinema e solo con quello.

Provate a raccontare questo film a qualcuno, dopo averlo visto: vi ritroverete nella bocca una manciata di banalità. Impossibile restituire la forza delle sequenze corredate dalla musica (tante canzoni, utilizzate per intero), la sapienza dei primissimi piani e dei dettagli come cifre dell’emotività, la profondità di campo usata con inesorabile parsimonia espressiva, distillata nei rari momenti in cui ci viene data una tregua dalle scene madri (in tutti i sensi possibili del termine), il simbolismo dei colori (il rosso e il verde) e degli oggetti (gli scatoloni).

Il cinema non lo racconti, bisogna vederlo, anche se ormai purtroppo il principio viene confutato dalla maggioranza dei film in circolazione. Qui invece il cineasta – evidentemente ispirato dal senso di incombenza tragica che pende sul capo dei personaggi sin dal principio – gira con l’energia febbrile di uno convinto che il cinema debba finire da un momento all’altro, che non ci sarà più il tempo per un altro film e un’altra storia. Questa è la storia. Sotto gli occhi di Dolan, diventa l’unica possibile, l’unica che valga davvero la pena di essere raccontata e guardata.    

IL FILM

id.
Xavier Dolan
Canada, Francia, 2014, 139'
Sceneggiatura:
Xavier Dolan
Fotografia:
André Turpin
Montaggio:
Xavier Dolan
Cast:
Michèle Lituac, Alexandre Goyette, Patrick Huard, Suzanne Clément, Antoine-Olivier Pilon, Anne Dorval
Produzione:
Nancy Grant
Distribuzione:
Good Films

Un'esuberante giovane mamma vedova si vede costretta a prendere in custodia a tempo pieno suo figlio, un turbolento quindicenne affetto dalla sindrome da deficit di attenzione. Mentre i due cercano di far quadrare i conti, affrontandosi e discutendo, Kyla, l'originale nuova ragazza del quartiere, offre loro il suo aiuto. Insieme, troveranno un nuovo equilibrio, e tornerà la speranza.​




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