Giuseppe Piccioni

Questi giorni

Avere vent’anni sembra essere il denominatore comune di Venezia 73, altri film si misurano in modi completamente diversi sull’affacciarsi alla vita -Piuma di Roan JohnsonIndivisibili di Edoardo De Angelis.

Terzo italiano in concorso, il film di Giuseppe Piccioni è tratto da un romanzo ancora inedito: “Color Betulla Giovane” di Marta Bertini che il regista adatta per lo schermo. La storia raccontata è quella un gruppo di amiche in una città della provincia italiana. La loro non è un’amicizia travolgente, non hanno neanche delle particolari affinità. Stanno insieme per abitudine, fatta di piccoli riti quotidiani e di entusiasmi occasionali. Liliana (Maria Roveran già in Piccola Patria di Alessandro Rossetto) studia all’università e prepara la sua tesi di laurea con poca convinzione, sembra più spinta dall’attrazione latente che prova verso il suo professore (Filippo Timi) di letteratura inglese. La madre (Margherita Buy) è una parrucchiera che rifiuta l’inesorabile passare degli anni, si veste come fosse ancora una ragazza, e tende ad avere con sua figlia un forzato rapporto da amica. Angela (Laura Adriani) è impelagata in una storia amorosa con un ragazzo più grande di lei che la rende infelice, ma dalla quale fatica a staccarsi e soffocata da un padre (Sergio Rubini) che tratta lei, la sorella e la madre come delle marionette ai suoi ordini. Poi c’è Anna (Caterina Le Caselle), l’ingenua del gruppo. Di lei sappiamo solo che suona il violino al conservatorio insieme al suo fidanzato e che aspettano un figlio. Infine, Caterina (Marta Gastini) anima irrequieta del gruppo, segretamente innamorata di Liliana, insoddisfatta della sua vita decide di accettare un lavoro in un hotel all’estero e lasciare l’Italia per un po’.

La prima parte del film, attraverso un montaggio frammentato, è spesa per la presentazione dei personaggi. Si trasforma in road movie nella seconda, quando le quattro amiche partono tutte insieme alla volta di Belgrado. Sarà proprio la dimensione del viaggio, poco gioiosa, a mettere in evidenza le loro differenze e incompatibilità. Il loro futuro carico di promesse, si infrange tra inadeguatezze, gelosie, incomprensioni, malattie tenute nascoste. Tra soste non programmate e imprevisti vari capiranno che la loro amicizia non durerà per sempre.  Rimarrà forse solo il ricordo sbiadito di questi giorni di viaggio trascorsi insieme.

Nonostante la bravura delle quattro giovani attrici, il film non convince. I personaggi sono spesso ingabbiati in dialoghi improbabili e a volte inadeguati alle situazioni vissute. La sceneggiatura presenta in più punti dei nodi irrisolti e alcuni dei personaggi secondari, come il fratello prete di Caterina, sono poco credibili.

Le giovani protagoniste non sembrano vivere in prima persona e a fior di pelle la loro età, sono piuttosto mostrate attraverso lo sguardo nostalgico di chi quel momento della vita lo ha superato da tempo. Ad amplificare questa sensazione si aggiunge un uso smoderato della voce off, alla quale il regista affida i pensieri delle giovani amiche, che come unico effetto colma in modo maldestro le lacune di sceneggiatura.

IL FILM

Questi giorni
Giuseppe Piccioni
Italia, 2016, 120 min
Sceneggiatura:
Pierpaolo Pirone, Giuseppe Piccioni, Chiara Ridolfi
Fotografia:
Claudio Cofrancesco
Montaggio:
Alice Roffinengo
Musica:
Valerio C. Faggioni
Cast:
Maria Roveran, Margherita Buy, Laura Adriani, Filippo Timi, Caterina Le Caselle, Alessandro Averone, Marta Gastini, Sergio Rubini
Produzione:
11 marzo film, Publispei e Rai Cinema
Distribuzione:
Bim

Una città di provincia, tra le vecchie mura, nelle scorribande notturne sul lungomare, nell'incanto di un temporaneo sconfinamento nella natura, si consumano i riti quotidiani e le aspettative di quattro ragazze la cui amicizia non nasce da passioni travolgenti, interessi comuni o grandi ideali. Ad unirle non sono le affinità ma le abitudini, gli entusiasmi occasionali, i sentimenti coltivati in segreto. Il loro legame è tuttavia unico e irripetibile come possono esserlo i pochi giorni di viaggio che compiono insieme per accompagnare una di loro a Belgrado.




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