James Wan

Un horror col pilota automatico

Cosa accade se il produttore di Paranormal Activity e il regista di Saw combinano un matrimonio d’interesse cinematografico?

Dall’unione è nato nel 2010 un malvagio virgulto di nome Insidious: ovvero la turpe storia della famiglia Lambert, minacciata da oscure presenze paranormali collegate a un “dono” medianico.

Siccome squadra che vince non si cambia e soprattutto riempie il botteghino, eccoti spuntare dal cappello un rischiosissimo Insidious 2. La premiata ditta Oren Peli-James Wan - in combutta con l’amico sceneggiatore Leigh Whannell - ha sfornato un prosieguo che viaggia con il pilota automatico su basi ultra-standardizzate: un po’ di vhs, un pizzico di video amatoriale, una spolverata di assassinio in serie con maledizione incorporata et voilà.

Non traspaiono progressi mirabili rispetto ai tempi di Poltergeist e di Amityville: l’immaginario dei fantasmi e delle possessioni – già sfruttato da Wan nel coevo The Conjuring - torna alla carica con la leggerezza di una mandria di bufali tramite le sue case vittoriane inquadrate dal basso, i suoi zoom spericolati e i primissimi piani isterici.

Così siamo gettati nostro malgrado fin dal prologo in un turbinio farraginoso di candele, fumo posticcio, lampadari, baby walkie-talkie, zombie, metronomi, cavallucci, filastrocche e bamboline.

I personaggi hanno lo spessore di figurine funzionali costrette a declamare dialoghi da arresto immediato: il capofamiglia ambiguo, la madre coraggio, i medium più o meno pasticcioni e la Mater Mortis (una prece per Dario Argento!) urlano sempre e sfoderano sguardi ora torvi ora commossi. State certi che l’armadio nasconde gli spettri, il pianoforte suonerà da solo e la culla del neonato sarà baciata da una luce rossa.

A tratti sembra di essere in un capitolo serioso della saga di Scary Movie dove il ridicolo affonda mortalmente i denti nella carne del terrore e lo sbrana dall’interno.

Il regista ha meno di quarant’anni ma si comporta come una vecchia volpe che abbia studiato alla scuola di Roger Corman: cuce le sequenze da artigiano spregiudicato che dribbla il basso budget con qualche sporco trucchetto, tristemente noto a chi abbia bazzicato di striscio le ghost stories.

L’unica insidia nascosta consiste nel farsi abbindolare e sborsare i soldi del biglietto: per l’inquietudine ectoplasmica provate un qualunque J-horror a vostra scelta, mediamente più spaventoso e fine di questo blasonato sottoprodotto.

 

 

IL FILM

Insidious: Chapter 2
James Wan
Usa, 2013, 106'
Sceneggiatura:
Leigh Whannell
Fotografia:
John R. Leonetti
Montaggio:
Kirk M. Morri
Musica:
Joseph Bishara
Cast:
Patrick Wilson, Rose Byrne, Barbara Hershey, Lin Shaye, Danielle Bisutti, Ty Simpkins, Steve Coulter, Andrew Astor, Jocelin Donahue, Garrett Ryan
Produzione:
Alliance Films, Blumhouse Productions, FilmDistrict, IM Global, Room 101
Distribuzione:
Warner Bros.

La famiglia Lambert ha cambiato per l'ennesima volta casa, per dimenticare ciò che è successo due anni prima, che ha segnato il loro momento peggiore. Sembra tutto dimenticato, ma la signora velata vuole possedere Josh Lambert ancora una volta e dovrà essere per forza fermata.




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