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Linea cinetica

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Kerascoët: la fiaba e il suo detour

Tutti sappiamo, spesso a spese nostre o dei nostri figli e nipotini, quanto l'universo delle fiabe possa nascondere sotto una superficie leggera e infantile, fatta di animali parlanti, fate e folletti, un concentrato talvolta feroce di crudeltà e orrore.

Questa materia è stata sublimata nel corso dei secoli da grandi narratori che hanno fatto della cronaca di violenze efferate la materia prima di racconti che pongono al centro dell'immaginazione dei proverbiali “grandi e piccini” tante ed importanti questioni ultime legate alla vita di ciascuno di noi, indagando concetti quali la responsabilità individuale e collettiva, il potere, la morte. Non senza una buona dose di traumi per i lettori più piccoli a base di nonne mangiate dai lupi e cuori pulsanti nascosti in preziosi scrigni.

Il fumetto ha dalla sua il segno grafico, che con il bagaglio di consuetudini che si porta appresso può diventare il campo di ulteriori arditi depistaggi. Ed è proprio questa la tattica adottata da Kerascoët in Dolci tenebre e Bellezza. Dietro questo nome d'arte si celano Marie Pommepuy e Sébastien Cosset, coppia di autori francesi attivi dagli anni 2000 nel campo non solo del fumetto ma anche dell'illustrazione, della pubblicità e dell'animazione.

 

A partire dalla fine del 2014 i tipi di BAO Publishing hanno intrapreso la traduzione dell'opera di questo duo di artisti. Il primo titolo uscito lo scorso anno è stato Dolci tenebre. Realizzato in collaborazione con lo sceneggiatore Fabien Vehlmann a partire da un soggetto della Pommepuy, Dolci tenebre è un libro che difficilmente potrete scordare una volta terminato.

Lungi da me svelarvi l'intreccio e rovinarvi la lettura, ma le prime sei tavole sono probabilmente sufficienti per sintetizzarne le qualità assolutamente uniche. La prima pagina è bianca ed immacolata, con sei vignette ad acquerello e tinte morbide in cui una bambina, aiutata da una piccola amica, prepara una merenda per il suo bel principe. Ma è sufficiente proseguire alla tavola successiva per vedere come l'architettura grafica cominci a cedere e ad ogni voltar di pagina la situazione non fa che precipitare. Dal soffitto casca un liquido rosso e grumoso, che copre ogni cosa e per la nostra minuscola protagonista senza nome non resta che la fuga. Intorno a lei tutto diventa grigio, la pioggia cade dal cielo e di colpo ci ritroviamo fuori dalla sua casa rifugio, che altro non è che il corpo senza vita di una bambina, abbandonato nella foresta. Titolo. E poi di colpo tornano le tinte tenui dell'apertura, e intorno a quel cadavere si anima un universo di piccole creature, animali e folletti. Tutti gentili e pronti ad aiutarsi. Tutti in realtà animati da un istinto di sopraffazione che trasforma gesti infantili in una spirale di atti terribili.

In pagine che rimarranno appiccicate alla vostra memoria come un incubo, Kerascoët piega un tratto tondeggiante e gentile alle ragioni di una parabola morale in cui, fuori dalla classica retorica delle fiabe, l'orco non è soltanto il mostro solitario che vive nel cuore della foresta, ma è un istinto ben più sfuggente e difficilmente classificabile in grado di nascondersi dietro la gentilezza di personaggi che paiono usciti da un libro per l'infanzia. E la fiaba diventa così lo strumento per esplorare con la forza delle sue metafore un delitto senza ragione e senza storia, una via per dare forma all'indicibile attraverso le figure dell'immaginario.

 

A questo volume – imprescindibile e assolutamente per adulti - ha fatto seguito ad inizio febbraio Bellezza, raccolta in un unico cartonato di eccellente cura grafica dei tre tomi omonimi realizzati da Kerascoët su testi di Hubert. Qui a farla da padrona è una linea chiara elegante e dettagliata, con un bianco e nero impreziosito dall'uso elegantissimo di un'unica tonalità color oro.

In uno scenario indefinitamente medioevale, popolato di principi, Re e fate, la povera Baccalà sa di non avere molte possibilità. Non è di certo una ragazza di bell'aspetto, è piuttosto povera e forse nemmeno troppo intelligente. In un mondo dove il potere, almeno al femminile, non può che coincidere con la bellezza, non le resta che sperare in un miracolo sotto forma di incantesimo, che la possa rendere la donna più bella del mondo, almeno agli occhi di tutti quelli che la circondano. Così forse tutti le vorranno finalmente bene e i suoi problemi svaniranno. E come in ogni fiaba che si rispetti la mutazione magica prontamente arriva, ma non è ovviamente priva di conseguenze.

Un plot per certi versi piuttosto classico, nella mani di Kerascoët e Hubert diventa il pretesto per nascondere, sotto linee morbide e una griglia di vignette di regolare classicità, una parabola di fine realismo sulla fragilità dell'ordine sociale e del potere, messo a soqquadro dalle molteplici forme che può assumere ogni forma di cieco individualismo. Baccalà imparerà a proprie spese il peso che comporta l'essere la donna più bella e amata del mondo, facendo di quella maledizione la chiave per l'esercizio della propria autorità. Anche qui un racconto adulto e spiazzante, celato sotto le fattezze apparentemente innocue di una favola.

Dolci tenebre. Editore: BAO Publishing. Autori: Fabien Vehlmann e Kerascoët. Formato: 22x30 cm, 96 pp, cartonato. Prezzo: 17 €

Bellezza. Editore: BAO Publishing. Autori: Hubert e Kerascoët. Formato: 18x25 cm, 144 pp, cartonato. Prezzo: 21 €