Sia

Music

Ci sono artisti che spaccano. Conquistano la fiducia del pubblico, lo convincono a spendere i loro soldi per ascoltarli, vederli oppure vedere o ascoltare quello che fanno. E poi vincono premi che vogliono dire altro successo, altra fama e altri soldi. E poi - forse proprio per tutto questo - decidono che è arrivato il momento di esprimersi altrimenti e così fanno un film. Ma perché? Perché lasciare il proprio terreno creativo per cimentarsi con qualcosa di cui si sa - spesso, non sempre - troppo poco? Questo verrebbe da chiedersi quando il risultato è quello di Music, primo lungometraggio scritto e diretto da Sia, pop singer australiana dalle mirabolanti vendite discografiche e dal planetario successo. Cosa avesse in mente quando ha deciso di esordire nel cinema, scrivendo (insieme all’autore e illustratore di libri per ragazzi Dallas Clayton) e girando questa sorta di dramma musicale dalle ambizioni socialmente utili, era probabilmente un insieme di buone intenzioni ma il risultato?

Il risultato è un film che ha penato parecchio prima di essere diffuso sulle piattaforme statunitensi ed europee. Che è costato molto più del previsto e che, quando è uscito in Australia, ha scatenato parecchie polemiche tanto da indurre la cantante-regista a scusarsi via social promettendo un intervento su alcune scene criticate in particolare. Sono arrivate però due candidature ai Golden Globe (miglior film e migliore attrice). E ora? Chissà... Che poi anche un po’ chi se ne importa delle polemiche e di tutto il resto. Quello che importa invece è che il film è davvero misero misero (a discapito dei molti milioni di dollari spesi ben visibili nei numeri musicali).

Intanto non ha sostanza la scrittura che mette insieme i più scontati e stereotipati luoghi comuni: Music è ragazzina con un disturbo dello spettro autistico che vive con la nonna dopo la morte della mamma tossica; quando muore anche la nonna, la sorella maggiore Zu - inaffidabile bad girl dedita a droghe e alcol - deve prendersi cura di lei che non parla e sta tutto il tempo con delle cuffie in testa. La aiuta il custode del palazzo (Hector Elizondo che da vecchio volpone di Zu non si fida) e un vicino di casa immigrato dall’Africa (un Leslie Odom jr. decisamente meno magnetico che in One night in Miami) con un fratello, morto naturalmente, autistico anche lui. Accettazione, caduta, resurrezione e happy ending; tutto come previsto.

Ma si sa che non è necessariamente sull’originalità della storia che si basa un buon film (anche se qui davvero non c’è nemmeno un’idea); il problema è che nell’oltre ora e mezza di film, di cinema ce n’è davvero poco, di narrazione pure, di interpretazione qualcosa qua e là (essenzialmente grazie a Kate Hudson che è la sofferente - ma dolce infondo ça va sans dire - Zu dalla testa rasata e dal look street). Ci son invece tanti tantissimi numeri musicali (vedi video precisi identici a quelli cui Sia ha abituato il suo pubblico) che sono la rappresentazione di ciò che i personaggi provano e che danno vita a lisergiche, coloratissime, gommapiumate visioni di una ripetitività sconcertante. E sono la parte migliori del film. Se infatti qui la giovane attrice e ballerina Maddie Ziegler si trova a suo agio facendo quello che sa fare (e che sempre fa nei video della cantante), quando si passa alla recitazione la questione si fa spinosa. Proprio sulla sua interpretazione di una persona autistica si sono infatti scatenati in tanti rimettendo al centro della discussione l’opportunità o meno di far recitare a un attore non disabile il ruolo di un personaggio con disabilità. Ma il problema sta a monte, nella scrittura di un personaggio inconsistente e non indagato, usato come mero motore della vicenda e senza nessuna reale cura per la problematizzazione del tema nonché nella totale incapacità di direzione della scena e degli interpreti. Forse meglio che Sia continui a spaccare facendo quello che, lo dicono i numeri al di là dei gusti personali, evidentemente sa fare.

Music
Usa , 2021, 107 min
Titolo originale:
id.
Regia:
Sia
Sceneggiatura:
Sia, Dallas Clayton
Montaggio:
Matt Chesse, Curtiss Clayton, Dana Congdon
Musica:
Craig DeLeon
Cast:
Maddie Ziegler, Kate Hudson, Leslie Odom Jr., Hector Elizondo, Juliette Lewis, Henry Rollin
Produzione:
Jason Baum, Len Blavatnik, Danny
Distribuzione:
Bim

Zu, in rotta con la famiglia e con una propensione a rovinarsi la vita con le proprie mani, si ritrova a essere nominata unica tutrice della sorellastra adolescente, Music, una ragazza con un disturbo dello spettro autistico non verbale. Zu entra immediatamente in conflitto con le sue nuove responsabilità di tutrice. Presto conosce Ebo, un vicino di casa premuroso e dall'animo gentile che la sorprende manifestando non solo compassione, ma anche una profonda comprensione nei confronti di Music. Zu si rende conto che Ebo è una persona su cui può fare affidamento e dalla quale può imparare molto.




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