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Abbiamo copiato un’idea. Da un’opera teatrale di John Guare, dal film che ne è stato tratto nel 1993 e da un programma musicale di Radio3. L’idea nasce a sua volta da un’ipotesi dello scrittore ungherese Frigyes Karinthy, secondo il quale ogni persona può essere collegata a qualunque altra attraverso una catena di conoscenze con non più di cinque intermediari. Dunque, fra tutte le persone del mondo ci sarebbero solamente sei gradi di separazione. Io conosco uno che conosce uno che conosce uno che conosce uno che conosce uno che non mi conosce...
Radio3 ha sfruttato l’idea per creare collegamenti fra canzoni, autori, generi, movimenti. Noi, invece, con il nostro “sei gradi”, cercheremo di collegare film, registi, attori e tutto quello che ci verrà in mente per tracciare percorsi inediti nella storia del cinema. 

Dunque, giochiamo. E cominciamo rendendo omaggio a due registi scomparsi nel 2016, Michael Cimino ed Ettore Scola. Vediamo come.

Primo grado
Nel 1990 Michael Cimino gira Ore disperate, con Mickey Rourke, Anthony Hopkins, Mimi Rogers e Kelly Lynch. Il film, che racconta la presa in ostaggio di una famiglia borghese da parte di un criminale in fuga, è il remake dell’omonimo thriller di William Wyler del 1955, a sua volta tratto da un romanzo di Joseph Hayes. 



Secondo grado
Sei anni prima di Ore disperate, William Wyler aveva diretto L’ereditiera, melodramma tratto da Washington Square di Henry James, che aveva regalato un Oscar, il secondo, a Olivia de Havilland. L’attrice inglese-americana era meravigliosa nella parte di una ragazza benestante della New York di fine XIX secolo, sedotta e tradita da un cacciatore di fortuna – che ovviamente lei crede un giovane sensibile e innamorato – interpretato da Montgomery Clift.



Terzo grado
Olivie De Havilland, che un Oscar l’aveva già vinto nel 1946 con A ciascuno il suo destino di Mitchell Leisen, aveva una sorella, Joan Fontaine, con la quale ha ingaggiato per tutta la vita una rivalità che ha fatto la storia di Hollywood. Joan Fontaine vinse pure lei un Oscar, nel 1942 per Il sospetto (soffiandolo, tra l’altro, alla sorella, candidata per La porta d’oro), ma la sua interpretazione più importante resta quella di Lettera da una sconosciuta (1948), primo film americano di Max Ophuls, nel quale Fontaine interpreta una donna che in punto di morte trova la forza di scrivere all’uomo che ha sempre amato.



Quarto grado
Conclusa l’esperienza americana, all’inizio degli anni ’50 Max Ophuls fa ritorno in Europa, dove nel corso nel corso del decennio gira alcuni dei suoi film più importanti. Fra questi, I gioielli di Madame de... (1953) e Lola Montès (1955), entrambi scritti con l’ex attrice Annette Wademant, diventata sceneggiatrice grazie al regista e compagno Jacques Becker. Il primo film scritto da Becker e Wademant fu Edoardo e Carolina (1951), con la regia dello stesso Becker, commedia sentimentale che racconta lo scontro di classe fra un pianista e una ragazza dell’alta società parigina. 



Quinto grado
In Edoardo e Carolina, fra gli invitati al party organizzato dai ricchi zii di Carolina, c’è un americano, un medico che mal sopporta la frivola società parigina, interpretato dall’attore William Tubbs, già noto caratterista del cinema francese e italiano. Prima di lavorare per Renoir, Clouzot, Steno e Monicelli, Tubbs aveva esordito in Paisà di Rossellini, come cappellano dell’esercito americano nell’episodio ambientato nell’Appennino Emiliano.



Sesto grado
Tra gli sceneggiatori di Paisà, insieme allo stesso Rossellini, a Federico Fellini e a Rod Geiger, c’era Sergio Amidei, già attivo nel cinema dalla fine degli anni ’30 e in futuro tra i più importanti sceneggiatori del cinema italiano degli anni ’60 e ’70. Amidei sarebbe morto nel 1981, un anno prima dell’uscita del suo ultimo film da sceneggiatore: Il mondo nuovo di Ettore Scola.