INTERVISTE

Dillinger è morto, Start Up! e la CG Entertainment

Da tempo la CG Entertainment ha avviato Start Up!, un servizio che mette in contatto spettatori ed editore. Inaugurato due anni fa con la versione restaurata di Intolerance di D. W. Griffith, Start Up! permette agli utenti di partecipare alle fasi decisionali dell’edizione di un prodotto home video, proponendo l’uscita di film inediti o la versione in alta definizione Blu-ray di film disponibili solamente in dvd. A partire dalle proposte degli utenti, l’editore verifica la possibilità di portare a compimento i progetti e una volta stabilito un titolo fissa un obbiettivo di preacquisti minimi necessari per avviare il progetto e avvia una campagna di crowdfunding.

Un modo innovativo per avviare anche in Italia un mercato dei Blu-ray di qualità (e non solo di grossi titoli gestiti dalle grandi case di distribuzione), che va incontro alle richieste di diversi cinefili e che ha già portato alle nuove edizioni di Il sorpasso di Dino Risi, La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo, La farfalla sul mirino di Suzuki Seijun, Il pranzo di Babette di Gabriel Axel, Opera di Dario Argento, La chiesa di Michele Soavi, Vampires di John Carpenter…

Ora è partita la campagna Start Up! di Dillinger è morto – 300 preacquisti da assicurarsi entro il 6 novembre per avere finalmente in Blu-ray il capolavoro di Marco Ferreri, nella versione restaurata in digitale da CSC-Cineteca Nazionale a partire dai negativi originali 35 mm – e noi abbiamo intervistato Lorenzo Ferrari Ardicini, presidente della CG Entertainment. Ne è nata una chiacchierata su Start Up! e sul presente del mercato homevideo in Italia.

Come nasce Start-Up!?

L’idea è nata per avviare un rapporto diretto con il pubblico. Grazie a internet possiamo finalmente parlare con le persone - i nostri clienti finali - e possiamo ascoltare e accogliere le loro proposte e le loro richieste. Il nostro obiettivo, poi, è sempre stato quello di portare sul mercato i prodotti del nostro catalogo e recuperare film magari da tempo fuori dal mercato.

L’idea di mettere in relazione lo spettatore con l’editore è la strada ideale per l’home video? Rientra anch'essa in quella logica dell’evento che in questi anni ha visto l'affermarsi dei festival di cinema come modello culturale o il successo in sala di film-evento proiettati in poche ma precise e ben congegnate serate?

Negli ultimi anni la fruizione del cinema è cambiata radicalmente, sia per l’avvento di nuove tecnologie, sia per i cambiamenti nel costume. Ma possiamo anche parlare di evoluzione. Oggi abbiamo diversi modi per vedere lo stesso contenuto. A fare la differenza tra un prodotto e l’altro – al di là delle questioni tecniche che lo spettatore difficilmente conosce e che influiscono sulla distribuzione dei singoli prodotti – resta il rapporto con il pubblico. Le sale che oggi funzionano sono quelle che si sono trasformate in luoghi di aggregazione sociale, mentre un supporto mobile ti consente di vedere sì un’opera audiovisiva in qualsiasi luogo, ma a scapito della qualità. Ogni canale di fruizione ha le sue modalità e il suo pubblico. È vero, comunque, che se vogliamo vedere un’opera audiovisiva troviamo il modo di farlo, indipendentemente dal tempo che non abbiamo più. 

In Italia manca quasi completamente un mercato di qualità dei Blu-ray, che invece funziona in paesi come Stati Uniti o la Gran Bretagna, grazie a editori come Criterion, Arrow, Kino Lorber, Eureka…. Perché secondo lei?

Il mercato italiano è molto più piccolo rispetto a quello dei paesi citati e quindi le prospettive sono inevitabilmente più ridotte. Purtroppo i costi per la realizzazione di Blu-ray di qualità è molto elevato, e non solo per quanto riguarda i contenuti extra da creare. Dietro una buona edizione c’è un lavoro gigantesco (telecinema, ricerca diritti, contenuti vari…), difficilmente immaginabile e quantificabile che non sempre si adatta al prezzo di mercato di un Blu-ray.

Start Up! vi aiuta a prevedere costi e possibili risultati dei film distribuiti?

Start Up! offre una sorta di preview dei risultati che avremo. Non è un lavoro al buio, perché già sappiamo quali saranno i nostri potenziali primi acquirenti e cosa piacerà al nostro pubblico. Diciamo che lo zoccolo duro di quelli che partecipano a Start Up! ci permette di affrontare gli investimenti con serenità.

Come scegliete i film da distribuire?

Lavoriamo sul cinema d’autore e su quello commerciale. Il primo film è stato Intolerance, poi sono venuti grandi film del cinema italiano, La battaglia d’Algeri, Il sorpasso, Opera, oltre a La farfalla sul mirino di Seijun, accompagnato in quel caso anche da un volumetto, Il pranzo di Babette o anche Dredd - La legge sono io. La CG Entertainment raccoglie poi l’eredità della vecchia CG Group e detiene i diritti di film che all’epoca furono distribuiti in Italia. Le scelte editoriali sono in linea con il passato e il nostro catalogo ci permette di lavorare costantemente su un grosso numero di film per riportarli alla luce con un’attenzione maggiore a quella usata in passato.

E il pubblico?

Il pubblico lo ascoltiamo. Abbiamo un gruppo chiuso Facebook che si chiama StartUpPer, dove i partecipanti ogni giorno ci mandano suggerimenti di film. Così siamo in grado di avere il gradimento delle singole proposte. Una volta stabilito il titolo andiamo in cerca dei diritti e poi del materiale. Il mondo dei diritti è complicatissimo, specialmente per il cinema italiano e in generale per i film realizzati almeno fino agli anni 80 inclusi. Tra la scelta di un titolo, la ricerca dei diritti, le trattative, la firma del contratto, la raccolta dei materiali, il reperimento della colonna sonora italiana dell’epoca, la produzione dei materiali extra il lavoro diventa tantissimo.

L’ultima Start Up! è quella relativa a Dillinger è morto

Sì, è partita ieri, l’8 ottobre. Una parte del merito è della Cineteca nazionale, che ha curato il restauro e permesso questa operazione. Il film è stato presentato lo scorso anno alla Festa del cinema di Roma e al Bif&st. Noi abbiamo lavorato sui diritti. È grazie comunque a operazioni come Start Up! che possiamo permetterci il Blu-ray di un film come Dillinger è morto, poiché, visti i costi, in altri contesti avremmo sicuramente deciso di farlo uscire solamente in dvd.